nino carella
Il sito Airbnb ha infatti rivelato che Matera è la città con la più alta concentrazione al mondo di immobili del centro riservati all’uso turistico, e pubblicati sul portale. Ben uno su quattro, secondo la ricerca.
Il dato non impressiona più di tanto chi vive o magari lavora proprio nel settore turistico: la bulimia di b&b, affittacamere, case vacanze in città è sotto gli occhi di tutti e oggetto di discussione da parecchi mesi.
Ed è anche vero che a dofferenza di altre città, il cuore del centro storico materano (i Sassi) è costituito in larga parte da tantissimi locali abbandonati, il cui recupero – anche se per uso turistico – non è certo una cattiva notizia, essendo impossibile per il Comune occuparsene con efficacia.
Ed è infine chiaro a tutti che l’esplosione mondiale di siti come Airbnb, che consento a chiunque (proprietario o locatario) di cavare una rendita dall’affitto del proprio inmobile o di parte di esso (una stanza, ma anche solo il divano!), per una casuale volontà del destino a Matera e coincisa con l’esplosione della città stessa come meta di eccellenza del turismo internazionale (è ancora di questi giorni la notizia he Matera è fra le 10 mete più ambite dell’estate 2017).
Infatti la stessa ricerca di Airbnb denuncia che a Matera il reddito medio ricavato da un appartamento pubblicato sulla piattaforma sia di appena 260 sterline: la metà di Berlino, un terzo di Parigi e Londra; è del tutto evidente, quindi, che a breve qualcuno capirà che non vale la pena sbattersi tanto per guadagnare meno di una normale rendita dal suo appartamento. Il mercato farà presto la sua selezione naturale.
Ma anche al netto di tutto questo, il tema della vivibilità dei Sassi, del centro, e dela città tutta, è forte e appare non poí rimandabile. Non può essere il mercato a prendere il posto della volontà collettiva, della politica, e decidere come indirizzare comportamenti e investimenti. Alla lunga non è mai una buona idea seguire i flame del momento, e Matera lo sa bene, quando si 3 infilata anima e core bel business del salotto.
Ma lasciatemi essere pessimista che difficilmente troveremo soluzioni condivise. A me pare infatti che a parte la richuesta di una parziale museizzazione e di una pretenziosa cristallizzazione del paesaggio da cartolina, nessuno abbia ancora ben chiaro cosa vogliamo farci.
Ciò non di meno, il tema va affrontato.
Magari ci schiariamo le idee strada facendo, e dove andremo e come arrivarci, lo decideremo insiene senza delegare agli impulsi del pur strepitoso momento che stiamo vivendo.
