Mentre si svolgevano le votazioni primarie aperte di un certo centro-centrosinistra, che hanno sancito la vittoria di Roberto Cifarelli, esponente di spicco del PD regionale, nel centrosinistra materano, quello locale del caminetto, animato da BCC, pezzi del PD, pezzi del M5S, AVS, PSI e Matera in Comune, si consumava l’ennesimo psicodramma di quella improvvisata compagnia, nata per dare voce a pezzi di società civile nella selezione del candidato a Sindaco e subito ricondotta nell’alveo di un confronto che esclude la partecipazione, rifiuta le primarie e si riconduce ai classici giochi di potere su a chi tocca cosa. Questo ritorno al passato, dopo aver aperto al nuovo, è stato spietatamente dalla bella pagina di partecipazione democratica che ha visto oltre 5000 cittadini recarsi a scegliere simbolicamente il proprio candidato sindaco., 
Da un lato la partecipazione, vera, sentita, animata da un dibattito plurale, dall’altro il rintanarsi nelle solite riunioni tra chi pensa di contare perché rifiuta di aprire le finestre e continua a guardarsi allo specchio. La spiegazione- confessione è che “la politica deve fare il suo lavoro”. Se fosse capace a farlo!. Ripudiare le primarie è stato un errore politico da matita rossa per chi si professa riformista e desideroso di maggiore partecipazione civica nella vita politica dei partiti. La mobilitazione offre anche spunti numerici che per gli addetti ai lavori sono indicativi di una base elettorale in grado di sconfiggere gli avversari. Un centrosinistra aperto, democratico, inclusivo, riformista ed ecologista è quello che serve alla città per riprendere con slancio il suo percorso di crescita interrotto bruscamente da scelte personalistiche. Cosa non è chiaro in questo ragionamento? Perché si vuole continuare ad inseguire la chimera di un nominativo che sparigli ancora di più le carte all’interno della stessa area politica quando un candidato c’è già ed è di sicura appartenenza agli ideali di centrosinistra?  Un dato cdi partenza c’è ed è che se i partecipanti alle primarie volessero dettare una svolta nella politica materana, tutti insieme sarebbero in grado di porsi come un punto di riferimento obbligato per le elezioni materane, mettendo i partiti e i movimenti davanti alla responsabilità di buttare al macero questa esperienza e di firmare la propria definitiva sconfitta.