Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Così recita l’art. 49 della nostra Costituzione. Ovvero, aggiungerei, senza scomodare i sofisti del sapere, esercitando il diritto di poterlo fare anche al di fuori dei partiti. Una formula che ha ispirato la discesa in campo di molti esponenti della società civile che, da diversi decenni, hanno saputo riconosce nell’innovazione di una proposta politica alternativa il metodo per rispondere direttamente ai bisogni dei cittadini. Le scatole vuote dei partiti, animati esclusivamente dal numero di tessere, servono a soddisfare il protagonismo di chi le tessere le controlla e dei loro sodali. Questa è la verità! Un semaforo per un certo carrierismo che ha contribuito all’allontanamento dei cittadini dalla politica stessa. Politica ritenuta in passato l’arte più nobile da perseguire. Un’arte che nasce per essere  democratica, orizzontale, aperta a chiunque abbia qualcosa da esprimere, ma che di fatto, alcune forze politiche, continuano a voler orientare secondo il machismo delle tessere. Ci sono strade alternative egualmente valide, a patto che si sia coerenti nel perseguirle e n on ci si limiti a scimmiottarne il comportamento. Non c’è da avere paura. Metodi che, se orientati verso il bene della collettività, possono  rappresentare l’ultima ancora di salvezza per la credibilità dei partiti stessi, senza che questi siano privati della loro centralità. Lo hanno capito i Giovani di Matera che hanno offerto ai partiti uno spazio differente di confronto. Non più davanti al caminetto, tra capi, maggiorenti e direttivi eletti sulla scorta di un numero di tessere, ma attraverso la via più trasparente e democratica possibile. Le primarie aperte. Chi ha paura di questo strumento teme probabimente la deroga al controllo, che da una sparuta minoranza di dirigenti, si trasferisca nelle mani dei cittadini chiamati a sceglersi il proprio candidato sindaco. Allora ci chiediamo se sia da considerare responsabile la crociata ingaggiata dal PD,  che si ostina a rincorrere un fantomatico “vero centrosinstra”. Ci chiediamo come possono i dirigenti del PD e quelli dei partiti che ancora siedono al tavolo con loro non comprendere che nel frattempo la città sta già scegliendo il proprio sindaco? Capiamo una forza civica come quella di Chiorazzo o come quella messa in piedi nell’ultimo periodo da Santochirico interessati a demolire l’immagine dei partiti per emergere in un panorama scarno di proposte credibili, ma che il PD non legga quello che sta accadendo, approfittando dell’iniziativa dei 100 giovani per riconquistare credibilità ed elettori, ci sembra davvero incredibile. Le chiacchiere da sezione e le sfide tra possessori di tessere non porteranno risultati. La spunteranno loro, i giovani, fatevene una ragione, perché rappresentano la vera novità politica degli ultimi anni, al di la di chi risulterà maggiormente suffragato. Il Pd farebbe bene a mettersi su questa scia, come hanno fatto Azione e + Europa, in sostegno dei propri candidati. Come ha fatto Matera2030 con il suo candidato e come faranno i cittadini de La Martella con il proprio rappresentante civico. C’è tempo per salvarsi se si ha il coraggio di abbandonare fin dalle prossime ore l’idea di continuara a demolire tutto ciò che si sta provando a costruire per inseguire disegni personali di alcuni leaders o di chi,  partito demonizzando i partiti sta finendo col sorreggerli dall’esterno , fors enel tentativo di scalarli. La città osserva delusa queste dinamiche. Dopo il 6 aprile nulla sarà come prima. Una nuova classe dirigente, volere o volare, manifesterà il suo protagonismo e l’unico modo per salvarsi sarà quello di accettare il responso delle primarie. Perché farlo obtorto collo? Il responso è ancora in discussione, c’è ancora tempo per ravvedersi. Il PD non si prenda la responsabilità di boicottare un candidato in grado di amministrare una città, all’insegna della  progettualità e coesione sociale. Decida ora, prima che lo si fischi in fuori gioco.