C’erano tutte le premesse perché Matera rappresentasse un momento di chiarimento del quadro politico, con le coalizioni chiamate a dare una prova di compattezza rispetto ad un obiettivo alto. Invece sta succedendo il contrario e si assiste ad una danza frenetica e disordinata, guidata dall’egida dei soliti “musicanti ”, figure che da dietro le quinte orchestrano movimenti e alleanze, spesso con logiche più personali che politiche.
Il risultato?
Un valzer senza regole, in cui i ballerini cambiano posizione a seconda della convenienza del momento.La politica materana sembra ormai un gigantesco palcoscenico in cui i protagonisti cambiano ruolo di continuo, senza un vero aggancio logico ,meno che mai ideologico, ma solo per la necessità di trovare una collocazione utile a mantenere o conquistare il potere.
E così, nel grande ballo, si registrano cambi di posizioni incredibili:
• Chi da sinistra si muove verso il centro: esponenti come Cifarelli e Scarciolla, in rappresentanza di PD e +Europa, costretti a smarcarsi da una politica fatta di veti per approdare a posizioni più moderate.
• Chi dal centro va a sinistra: anche figure come Casino e Violetto, provenienti rispettivamente da Forza Italia e FI-Azione, cercano di ridefinirsi politicamente, spostandosi su posizioni che guardano al csx e provocando reazioni , il primo, a lòivello regionale, con il capogruppo Napoli che pretende un chiarimento nella alleanza..
• Chi da destra va a sinistra: con il passaggio di esponenti della destra verso lidi più “accoglienti”, come nel caso di Vizziello e Monaco, provenienti da Fratelli d’Italia, Lega e UDC.
• Chi si muove ballando da una parte all’altra senza una chiara meta, come Santochirico e Follia, che volteggiano , è il caso di dirlo, tra M5S, Volt e varie liste civiche, forse alla ricerca solo di una sopravvivenza in un quadro reso inesplicabile.
In questo scenario caotico, ciò che colpisce maggiormente è l’atteggiamento del fronte progressista a trazione PD, che invece di valorizzare le forze politiche realmente alleate, come M5S e AVS , sembra favorire componenti civiche centriste, spesso composte da ex esponenti della destra o da personaggi che cambiano casacca ad ogni partita..
Si tratta di una strategia miope, che rischia non solo di creare divisioni interne, ma anche di minare la credibilità dell’intero progetto progressista.
La politica è ormai trasformata in un’arena senza regole.
In questa confusione generalizzata, il vero pericolo non è solo l’incoerenza dei singoli, ma l’assenza di un progetto politico chiaro per la città. Se si continua a lasciare campo libero ai soliti “ orchestranti ”, il rischio è che questa danza sfrenata si trasformi in un’arena in cui gli scontri tra i partecipanti si fanno sempre più feroci, fino al punto di arrivare a un’unica, grande vittima: la Politica con la P maiuscola.
È oltremodo doveroso chiedersi : perché il centro sinistra e le forze civiche non hanno voluto aderire alle primarie indette dai giovani? Forse perché sarebbero state un momento di verità che alcuni partiti non sono disposti ancora ad accettare.
