A Matera, il clima festivo non ferma il vento della politica e mentre i turisti affollano i vicoli degli Antichi Rioni in cerca di uno scorcio da fotografare, i materani, in piazza Vittorio Veneto, si accompagnano tra loro dibattendo su chi sarà il futuro sindaco della città. Ce n’è per tutti i gusti, per tutte le età e per tutte le stagioni. Giovani, meno giovani e da plasmare; chi si definisce usato sicuro e chi novello trascinatore carismatico: tutti pronti a scommettere su sé stessi. Dopo l’esperienza Bennardi, infatti, chiunque si sente legittimato a credere di essere la persona giusta per guidare una città come Matera. Da parte sua, Bennardi, si gode le critiche che arrivano anche al Commissario prefettizio rispetto ad alcune scelte che quest’ultimo sta operando in città, specie in tema di viabilità. E con viva soddisfazione può finalmente dire dei materani di essere dei lamentosi seriali, senza nascondersi dietro al politically correct. La tentazione di riprovarci, con una propria lista, è forte. Questa ipotesi potrebbe essere accolta da Psi e Verdi che gli sono stati vicini fino alla fine nonostante le scelte autolesioniste degli ultimi rimpasti. In casa Cinque Stelle, però, oltre al tema nazionale che vede contrapporsi i governisti di Liuzzi, Lomuti e Verri, contro i grillini della prima ora, c’è da digerire il lodo Salvatore – Materdomini, entrambi accusati dalla base di aver condizionato in negativo l’intera legislatura, portando all’epilogo che conosciamo. Entrambi però intenzionati a ritornare da protagonisti al sesto piano di via Ugo La Malfa, sfidando Bennardi rispetto alla testa della lista. L’attesa però resta sempre sulla scelta che farà il PD, che non vive di certo momenti felici nonostante l’apparente sicurezza che traspare dai vari interventi pubblici dei suoi maggiorenti. Le patate bollenti, difficilmente gestibili senza che ci siano strascichi devastanti per la tenuta del partito materano, vengono dalle ambizioni dell’ex Vincenzo Santochirico, in pista con una sua piattaforma, che potrebbe dare vita ad almeno tre liste a suo supporto. Una condizione che preoccupa non poco gli ex compagni di partito già faticosamente impegnati ad arginare le pretese dell’ex sindaco, Salvatore Adduce e i capricci del grande escluso, Cosimo Muscaridola, impegnato, a sua volta, contro tutti a concretizzare un percorso personale a supporto del delfino Vito Lupo, vice presidente regionale del Partito Democratico. Anche il nome alternativo di Eustachio Antezza (imprenditore, ex segretario dei DS), fatto circolare sommessamente dal consigliere regionale Cifarelli per arginare lo strabordante desiderio di rivincita del Senatore Adduce, sembra non convincere la base centrista del partito. Base che ha risposto presente all’appello lanciato da Angelo Chiorazzo durante la presentazione del suo Movimento, battezzato da due padrini illustri, come l’on Boccia e il senatore Bubbico, i quali, con la solita capacità di guardare oltre i localismi, hanno chiesto che l’esperienza delle ultime trattative regionali serva da monito per scongiurare epiloghi disastrosi come quello che vive la Basilicata con il bis del Governo Bardi. Chiorazzo, all’assemblea molto partecipata, pur avendo in tasca almeno una quadriade di nomi da proporre come capolista, memore della sua esperienza, si è visto bene dall’anticipare pretese di candidatura del suo movimento. Per ora! Il resto sono solo nomi di autocandidature, prive di consistenza. In casa Fratelli d’Italia hanno imparato a fare fatti, senza troppo chiacchiericcio, lasciando nelle mani romane la scelta sul loro futuro. Da quelle parti è fatto divieto di esprimere opinioni o desiderata che non siano governate dall’alto, nella logica di soddisfare equilibri interni. Ed infatti, una volta cassata l’ambizione del rampollo di casa Casino, da Roma, fanno sapere che la coalizione di centrodestra deve nascere a supporto di un candidato espressione di Fd’I. Piergiorgio Quarto, in pole, seguito dall’ex consigliere Di Lorenzo, quest’ultimo avversato da Augusto Toto, storico esponente della destra materana, il quale minaccia una sua clamorosa uscita dal partito se non gli vengono offerte garanzie sul suo futuro politico. A queste candidature se ne aggiungerebbe un’atra molto vicina all’assessore Latronico che piacerebbe molto anche alla Casellati di Forza Italia. In questa area, potrebbe spuntarla, forse, un professionista cittadino che potrebbe catalizzare intorno a sè pezzi del centro sinistra e del centrodestra in barba a tutte le previsioni dei maggiorenti dei partiti. A rompere le uova nel paniere, nel centrodestra, resta l’autocandidatura del veterano Saverio Acito già pronto alla sfida con le sue liste a supporto. Nella logica dei partiti resta sempre la presunzione di poter decidere senza che i cittadini siano coinvolti nel processo di scelta. In questa tornata però i partiti dovranno rendere partecipi gli elettori per spuntare le ambizioni di tanti candidati in lizza per un solo posto di vertice
MATERA IN FERMENTO PER LE CANDIDATURE A SINDACO
