A Matera, mentre il calendario politico si avvicina a una delle tornate amministrative più attese degli ultimi anni, iniziano a definirsi con maggiore chiarezza i profili e le compagini che ambiscono alla guida della città. La corsa verso Palazzo di Città si fa via via più serrata e, accanto ai tradizionali schieramenti partitici, si moltiplicano le formazioni civiche, spesso eterogenee e animate da intenti trasversali.
In questo quadro, non passa inosservata la frenetica attività di costruzione di alleanze tra liste civiche e soggetti politici provenienti da esperienze diverse, talvolta persino contrapposte. Il rischio, sempre più tangibile, è quello di assistere a un’aggregazione più dettata da opportunismi contingenti che da una visione coerente e condivisa per il futuro della città.
Le primarie, così come sono state svolte, hanno rappresentato un momento di ribellione contro le prassi dei partitii ma anche un’opportunità persa da qusti utlimi.. Avrebbero potuto offrire un’occasione concreta di confronto, legittimazione e partecipazione democratica, ma si sono rivelate incapaci di scalfire il muro granitico del partitismo, con tutto quello che segue in termini di decisioni e di atteggiamenti che corrono tra Potenza e Roma, e viceversa, col risultato che ognuno continua a far per sè e Dio per tutti.
Un’immagine suggestiva, ma quanto mai calzante, per descrivere il momento attuale è quella dello “strazzo del Carro della Madonna della Bruna”, tradizione secolare che simboleggia la forza, l’energia, ma anche l’impeto disordinato di una comunità. In questo caso, però, il “carro” non è quello sacro, bensì il governo cittadino, conteso da più fronti in una dinamica che rischia di svilire la nobiltà della sfida elettorale.
La speranza, per Matera, è che il confronto democratico sappia recuperare sobrietà, senso di responsabilità e soprattutto una visione chiara per la città, che eviti di trasformare la competizione elettorale in una corsa all’accaparramento di consensi fini a sé stessi. E perchè questo accada è gioco forza , nella ricerca delle soluzioni, tenere aperto il dialogo con i protagonisti delle primarie, che sono e restano un punto di riferimento obbliogato per chi voglia mobilitare il popolo del Centrosinistra, anzichè condannarlo all’ennesima emarginazione.