Sulla discarica di La Martella e sull’inquinamento ad oggi la richiesta dall’ASM di emissione del divieto di emungimento e di utilizzo delle acque sotterranee, risalente al 3 Marzo scorso, è stato disattesa. Lo denuncia l’associazione Ambiente e legalità che spiega come nell’ultimo monitoraggio sono state controllate 4 cisterne delle 6 previste e delle 23 presenti in esse non vi è stata presenza oltre soglia di metalli pesanti ma altri analiti sono risultati sopra soglia di contaminazione ed in simile circostanza venne imposto al Comune di Matera di indire la conferenza di servizi di cui all’art.242 del d.lgs.152/06 per la caratterizzazione del sito ed il rifacimento della rete piezometrica ritenuta insufficiente e non idonea. I valori emersi dai prelievi della rete piezometrica esitente,quella nuova, hanno confermano la diffusa contaminazione e questa volta ci si aggiunge anche il selenio oltre al mercurio, piombo, nichel ed i soliti manganese, fluoruri,solfati,boro, ferro,alluminio. In buona sostanza la richiesta dell’ASM rivolta al Sindaco di Matera di emettere ordinanza contingibile ed urgente di divieto di emungimento e di utilizzo delle acque di falda e sotterranee è ancora ignorata in maniera irresponsabile e colpevole da parte dell’autorità cittadina preposta ed i risultati ottenuti dal nuovo monitoraggio non fanno altro che confermare come necessario l’adempimento richiesto .Cosa anche essa grave è che la Regione non applica i poteri sostitutivi. Sia chiaro che la emissione della ordinanza di divieto non è che la prima fase di un processo che deve arrivare alla bonfica del sito attraverso l’emungimento integrale del percolato esistente tracciando l’analisi di rischio come già richiesto dalla Provincia di Matera. Ultimo argomento – scrve Abiusi-ma non già per importanza è che appare chiaro he il dirigente preposto al settore ambiente del comune di Matera non poteva essere nominato ed il suo posto è indisponibile come recita l’art 1, comma 219 della legge 28/12/2015 n.208 (legge di stabilità). Lo hanno affermato con propria delibera le sezioni di Controllo della Corte dei Conti della Puglia prima e poi quella del Lazio alle quali si erano rivolti comuni più puntuali ed responsabili ( Taranto e Tivoli), altri comuni avevano già revocato le nomine di iniziativa. Non resta, visto la irresponsabile latitanza del Comune di Matera, che ad esprimersi sia la Procura della Corte dei Conti della Basilicata chiamando i responsabili della nomina alla rifusione del danno erariale prodotto.
