Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha risposto ai cittadini di Corleto che gli chiedevano di intervenire per evitare l’ennesimo esproprio di uffici e di direzioni che sta completamente spogliando l’interno della Basilicata. Ed ha risposto come era prevedibile e cioè che la decisione non è di sua competenza ma che  porterà la questione all’attenzione del Ministero della Pubblica Istruzione, competente per la riorganizzazione del sistema scolastico. Si sapeva ovviamente che la lettera al presidente della Repubblica non poteva sortire effetti diretti se non quelli di portare all’attenzione del Capo dello Stato un tema che è sì  particolare, ma che riveste carattere generale, trattandosi di una politica nazionale e regionale che affronta in maniera economicistica il problema dell aree interne, senza lavoro, prive di interconnessioni e con le attività commerciali che chiudono, non riuscendo a reggere la mancanza di utenza e di popolazione. Un dramma generale. Che per Corleto è un dramma particolare perchè quel territorio a cavallo tra il Sauro e il Camastra è stato chiamato a sacrificarsi agli interessi generali del Paese con l’allocazione delle multinazionali del petrolio che già hanno provocato danni ingentissimi in termini economici , ambientali e di qualità della vita. Ed è la lettera al Presidente un civilissimo richiamo all’equivoco comportamento del Governo regionale che da un lato propugna a liello nazionale la necessità di riequilibrare il Paese intervenendo sulla parte più debole, dall’altro non applica quello che va sostenendo quando si tratta di decisioni che gli competono, facendo esattametne l’opposto e cioè privilegiando i paesi più popolosi e più aperti alle vie di comunicazione. Che, nel caso dell’esproprio della Direzione scolastica e del suo passaggio da Corleto a Sant’arcangelo, significa tra l’altro fare figli e figliastri rispetto a come sono stati trattati i Comuni della Val D’agri , dove, per una analoga sottomissione agli intereressi nazionali, i servizi sono stati non solo preservati ma anche potenziati e sostenuti, vedi sanità a Villa d’Agri, Osservatorio a Viggiano ecc. Qui siamo ai parenti poveri, ignorati e disprezzati. Basti pensare che la prima vera trasversale che poteva e può aprire la Basilicata come un melone , la Saurina, attende da sessant’anni di essere terminata con una galleria di 8 chilometri che deve passare sotto Laurenzana per congiungere, se attuata, il raccordo tra la Saurina e la Basentana. Per otto chilometri da fare se ne rendono inutili 60 già fatti.  Qui nè la politica regionale, nè quella locale di allora, tutta presa a chiedere posti di lavoro come  sopravivenza e non azioni di sviluppo generale, sono riuscite a tenere la testa alta. Questo Governo  regionale fa di più : toglie anche quello che c’era. Forse perchè, con l’abbandono e la desertificazione, nonostante il petrolio, i votanti della zona sono pochi e non riescono , neanche messi tutti i comuni insieme, ad arrivare al secondo turno elettorale. Altro che attenzione ai più deboli!  ROCCO ROSA