IL Crob di Rionero è tra i centri di avanguardia nei quali è già in uso la nuova terapia con radioligandi, una tecnica basata sulla capacità  di colpire selettivamentecon radiazioni terapeutiche mirate le sole celluile tumorali, in modo da causarne la morte. E’ l’ultima novità in campo oncologico-ematologico della cosidetta medicina di precisione, che  va espandendo in maniera diffusiva le cure personalizzate , con le quali ogni malato riceve  un farmaco preparato appositamente per lui e che gli viene somministrato entro 72 ore dalla produzione.  Questa terapia, ha  un grado di selettività superiore alle altre terapie sistemiche oncologiche. Inoltre, il profilo di sicurezza e la tollerabilità della terapia con radioligandi sono elevati poiché il radiofarmaco si lega quasi esclusivamente alle cellule malate e le radiazioni hanno effetto su aree molto circoscritte. Protagonista di questa nuova metodica è, a Rionero, l’unità operativa complessa di Medicina nucleare dell’Irccs Centro di riferimento oncologico della Basilicata.  “I Net – ha messo in evidenza Giovanni Storto, medico nucleare del Crob – sono un gruppo eterogeneo di neoplasie con sintomi variabili, a volte silenti che li rendono non facilmente identificabili. I tumori neuroendocrini “nella maggior parte dei casi interessano il tratto gastrointestinale (Gep-Net) e, non dando chiari sintomi, nel 40%-50% dei casi vengono diagnosticati con ritardo, in fase metastatica, non aggredibile con radioterapia standard e non più operabile.  In questa direzione l’Istituto di Rionero sta registrando un aumento dei pazienti provenienti dal Sud  : la nostra struttura -precisa il dr.Storto-in due anni ha preso in carico 521 pazienti, provenienti anche da altre regioni, soprattutto Puglia, Calabria e basso Salernitano”.    Questi pazienti in condizione avanzata con metastasi sono quelli che in genere vengono indirizzati alla Rlt; a regime ne tratteremmo circa 50 l’anno. Purtroppo arrivano a effettuare questo trattamento in condizioni di salute già troppo compromesse: alla luce dell’efficacia dimostrata dalla Rlt sarebbe auspicabile anticipare la possibilità di trattare il paziente, rispetto a quanto previsto oggi dai protocolli terapeutici. Il percorso di cura per i pazienti Net negli anni è significativamente migliorato. La Rlt, inoltre, ha facilitato le occasioni di confronto multidisciplinare, in primis tra oncologi e medici nucleari”, ha concluso.