La scarsa considerazione di un privilegio unico concesso dall’Imperatore. A Melfi manca un monumento allo “stupor mundi” – Regione e Università ignorano il luogo della promulgazione del Codice nell’istituzione del Centro Federiciano.
Federico II fra l’esoterico splendore di Palermo o i castelli svevi delle brume foreste teutoniche scelse per le sue Costituzioni Melfi, la “caput Apuliae” dei suoi avi materni. Dunque non una scelta casuale, ma fortemente voluta, tanto da svolgere nella città tutta la fase preparatoria, facendo partecipare alla formulazione del Codice il melfitano Richerio, vescovo della diocesi.
Davvero un privilegio unico il coniugare l’atto più importante da lui compiuto a Melfi. Un dono alla città, per lui fulcro di quell’unità d’Italia, che intendeva far partire dal Sud d’Italia.
Purtroppo l’importanza dell’atto scarsamente considerato tanto che “a Melfi nessuna traccia tangibile in onore del grande Imperatore ”. Una realtà ad oggi, che lo storico Teodoro Mommsen presentava già nel 1898, all’inaugurazione a Venosa del monumento a Orazio, a Giustino Fortunato, sollecitando sua opera per l’erezione di altrettanto monumento a Federico II in Melfi. Al parlamentare che si adoperò, gli Amministratori mostrarono scarso interesse, tanto da rifiutare opera gratuita di noto scultore dell’epoca, Battista Amendola. Dobbiamo giungere al 1922 per trovare una menzione di gratitudine a Federico II nell’epigrafe del dantista avvocato Luigi Picece, posta nella corte del vecchio Municipio, in occasione del VI centenario della nascita di Dante. In essa si legge:
IN QUEST’ANTICA CAPITALE DEL REAME DI PUGLIA
ILLUSTRE PER ARMI INUSTRIA E FREQUENZA DI POPOLO
CARA A FEDERICO II DI SVEVIA
ITALIANO PER NASCITA GENIO ARDORE DI LOTTE
CHE NE RINNOVÓ I BALUARDI E LA CINTA
FURONO NEL MCCXXXI PROMULGATE LE COSTITUZIONI
PRIMO FONDAMENTO DELLO STATO LIBERALE
PROFETIZZATO DA DANTE
Negli anni ’60 sorgerà il nuovo Palazzo di Giustizia e l’allora Presidente degli Avvocati, Antonino Lancieri, che volle l’opera, farà intitolare la piazza antistante a Federico II e nei suoi intendimenti sulla gradinata dell’edificio basamento per la statua all’Imperatore, che non sarà realizzata. É da giungere agli anni 1969 e 1970 perché e finalmente vi siano, per la prima volta, delle giornate di studio, dove sia pur di traforo si parli di Federico II. Sono i Convegni internazionali, con svolgimento nel castello di Melfi, dal tema “Dante e la cultura sveva”, voluti da Pietro Borraro, Direttore della Biblioteca Provinciale di Potenza, d’intesa con il Comune di Melfi. E sarà in quegli anni che nell’atrio del Comune della città sarà allocato busto dell’Imperatore, dono della Repubblica Federale di Germania e per la prima volta apparirà la dizione “A Melfi, città delle Costituzioni di Federico II”.
Solo nel 1977 si tornerà a parlare dell’Imperatore. Sarà rifondata la Pro Loco di Melfi e intitolata a Federico II. Non mancano i dissensi.
Il Console tedesco a Melfi
Appare fuori luogo dare il nome di uno straniero ad un’istituzione locale. Diversamente l’Imperatore è cittadino doc, a differenza di tanti altri. Sarà l’inizio di una serie di iniziative tutte protese a celebrare Federico II, fra cui l’intitolazione a suo nome della via che corre lungo le mura, la Civica Amministrazione all’unanimità fa di Melfi, la città delle Costituzioni dell’Imperatore, si stringono rapporti con la terra degli Hohenstaufen. Dalla partecipazione, su invito dell’Istituto di Cultura, alle Giornate Federiciane in Germania, nei luoghi legati alla casata degli Svevi, all’essere presente alle celebrazioni per la nascita di Federico II nel 1997. A proseguire convegni con la partecipazione di medioevalisti del calibro di Franco Cardini e per 15 anni anni Festival “Omaggio a Federico II “, con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. Fra i partecipanti nomi di Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Severino Gazzelloni e tante formazioni estere, dalla Svezia al Brasile, all’Australia e ovviamente dalla Germania, fra cui la Banda dell’Oktoberfest.
Albertazzi_Premio_Campanile_
E in tutti gli eventi immancabile la presenza di Ambasciatori e Consoli della Germania, tanto da divenire Melfi un pò la loro casa. Non mancarono gli scambi culturali con scuole e sodalizi tedeschi. Addirittura l’allora Presidente dell’Associazione “Federico II ” della Germania, Salvatore Cerrone, con i soci faceva tappa a Melfi per la visita ai luoghi federiciani di Basilicata e Puglia.
Nel 1994 un avvenimento particolare porta in auge l’Imperatore. Lo studioso Lello Capaldo, scopre nella cripta di S. Margherita affresco con Federico II in abiti da falconiere. A Melfi, come in alcuni ambienti d’Italia, non mancheranno i dissensi. Diversamente in Germania, dove il ritrovamento susciterà larghi consensi nel mondo della cultura e dell’informazione. Oggi, ufficialmente, è l’immagine di Federico II.
Banda-Oktoberfest
Ai nostri giorni nemmeno un madrigale in onore di Federico II, opera del M.° Claudio Dall’Albero del Santa Cecilia, eseguito dal Coro di Cambridge, è riuscito a vivificare a Melfi l’interesse perduto. Resta qualche isolata conferenza e il prosieguo del Convegno Nazionale di Falconeria, che si deve all’apposita associazione locale che lo persegue da 29 anni e nel quale l’Imperatore appare di striscio. Nel castello delle Costituzioni, della vicenda Federico II nessuna traccia eppure da tempo si invoca un museo multimediale, che lo faccia rivivere con il capitolo della promulgazione del Codice. In altri luoghi legati a Federico II, come Jesi sua città natale, tale realizzazione una realtà. Federico II è nel museo “Stupor Mundi”. In una delle sale la pagina delle Costituzioni di Melfi. L’organizzazione a cura della Fondazione titolata all’Imperatore, che svolge programmazione nell’intero anno con eventi che ruotano intorno a Federico II.
Cerrone al Comune di Melfi
E’ davvero strano che questo non avvenga a Melfi, ora per Statuto “la città delle Costituzioni ” ed ancor più per associazioni che si fregiano ancora del nome dell’Imperatore, senza svolgere nell’intero anno una sola manifestazione che celebri Federico II. L’auspicio che dal nuovo anno si dia il via ad un reale rilancio di Melfi “città delle Costituzioni” ad iniziare da una segnaletica che metta in risalto questa prerogativa unica che ci lega all’Imperatore.
Alla manchevolezza di Melfi è da unire quella di Regione e Università, che nell’istituzione nel 1988 del Centro Internazionale di Studi Federiciani in Basilicata hanno ignorato il luogo della promulgazione, senza comprendere che quell’ atto non favorisce isolatamente una città, ma l’intero territorio lucano.
Dare a Melfi la sua centralità, con diffusione nei luoghi legati agli svevi, avrebbe esaltato l’avvenimento, tale da fare della Basilicata “la regione delle Costituzioni di Federico II”.
Nelle foto: Federico II, donato dalla Germania e nella cripta ( copertina)- Immagini di tributo all’Imperatore 1977/2007: Convegno scoperta nella cripta di S. Margherita – Nel Festival la banda dell’Oktoberfest e premio “Festa Campanile” consegnato dall’Ambasciatore tedesco Friedrich Ruth ad Albertazzi – Intitolazione via Federico II con il Console tedesco Von Schemeling, accolto dal Sindaco Alfonso Salvatore – Presidente della Federico II di Germania, Salvatore Cerrone, con il Sindaco Nicola Pagliuca.