Leonardo Pisani
Dopo la triplice vittoria a Olivento, Montemaggiore e Montepeloso, sui Bizantini guidati dei Normanni guidati dagli Altavilla e dai Dregot Quarell e alleati con i longobardi di Arduino, Alla fine dell’anno, Rainulfo e Guglielmo riunirono a Melfi un’assemblea dei baroni longobardi e normanni, che terminò al principio dell’anno successivo (1043). In questo Parlamento generale, Guaimario di Salerno garantì il dominio su Melfi agli Altavilla, a cui affidò in feudo i territori intorno a Melfi. Tutti offrirono un omaggio come vassalli a Guaimario, che riconobbe a Guglielmo I d’Altavilla il primo titolo di Conte di Puglia. Guaimario riconfermò il titolo di Conte anche allo stesso Rainulfo. In cambio, tutti i capi normanni acclamarono Guaimario Duca di Puglia e Calabria. Guaimario, per legare a sé Guglielmo, gli offrì in moglie la nipote Guida, figlia del Duca Guido di Sorrento e quindi sua nipote.
Nacque così la Contea di Puglia. L’intera regione, ad eccezione di Melfi, fu suddivisa in dodici baronie, costituite a beneficio dei capi normanni e assegnate nei territori di Capitanata, Vulture, Apulia e Irpinia. In particolare, in Capitanata, Guglielmo ebbe la signoria di Ascoli; Rodolfo ebbe Canne; a Gualtiero toccò Civitade e a Rodolfo di Barbena fu assegnata Monte Sant’Angelo. Nel Vulture al fratello del nuovo Conte, Drogone di Altavilla fu affidata la Signoria di Venosa; Tristaino ebbe Montepeloso (la attuale Irsina), Asclettino I Drengot, che risiedeva nel castello di Genzano, prese Acerenza ed Attolino ebbe Lavello. In Apulia, Ugo Tuboeuf ricevette Monopoli; Pietro ebbe Trani e a Ramfredo andò Minervino, sulla Murgia. In Irpinia ad Erveo fu affidata, infine, Frigento.
Dotato come il padre Tancredi di una forza erculea, Guglielmo ossia Guillaume era nato ad Hauteville intorno al 1010 e insieme al fratello minore Drogone d’Altavilla lasciò la Normandia e raggiunse il Mezzogiorno d’Italia nella prima metà dell’XI secolo (1035 ca.) in risposta alle richieste di aiuto avanzate dai Normanni guidati da Rainulfo Drengot, conte di Aversa. Fra il 1038 e il 1040 combatté per i Bizantini in Sicilia, dove si guadagnò il soprannome di Braccio di Ferro per aver ucciso con una sola mano l’emiro di Siracusa durante un assalto alla città assediata. Quando il generale bizantino Giorgio Maniace umiliò pubblicamente il comandante della compagine salernitana, il Longobardo di Milano Arduino, i Longobardi abbandonarono l’impresa insieme ai loro mercenari normanni e al contingente delle guardie variaghe. Durante il suo regno, Guglielmo e Guaimario diedero inizio insieme alla conquista della Calabria ed eressero il grande castello di Scribla, non di Squillace come riportato in vari testi sulla storia dei Normanni nel sud Italia. I suoi titoli tuttavia non vennero mai confermati dall’Imperatore del Sacro Romano Impero.
Guglielmo morì nel 1046, e fu successivamente sepolto nell’Abbazia della Santissima Trinità di Venosa insieme agli altri fratelli, in un’unica arca sepolcrale. Il suo successore, il fratello Drogone, sarebbe stato giuridicamente riconosciuto come Conte dei Normanni di Puglia e Calabria (la formula fu Comes Normannorum totius Apuliae e Calabriae), titolo che si attribuisce spesso anche a Guglielmo.
