Le conclusioni cui giunge il rapporto MFRR (Media Freedom Rapid Response) predisposto per conto della Unione Europea sulle violazioni della libertà di stampa nei Paesi che ne fanno parte confermano l’intolleranza dei membri della coalizione di governo italiano a qualsiasi forma di critica. L’informazione è sotto attacco”, “c’è una crescente mancanza di rispetto per le procedure dello stato di diritto”, hanno concordato sia i rappresentanti della FNSI che dell’Ordine dei giornalisti. Riportiamo qui le conclusioni del lavoro
La libertà dei media in Italia sta attualmente affrontando diverse sfide. Problemi di lunga data come la mancanza di indipendenza della Rai, l’uso di intimidazioni legali da parte dei politici e i conflitti di interesse che caratterizzano il mercato dei media non solo persistono, ma si sono intensificati negli ultimi due anni. Le specificità di tale deterioramento della libertà dei media minano il giornalismo indipendente e critico, generando preoccupanti implicazioni per la democrazia italiana. La missione ha osservato che l’effetto paralizzante derivante dal declino della libertà di espressione e dai tentativi del governo di mettere a tacere la stampa segnalano un preoccupante declino democratico nel panorama della libertà dei media in Italia.
In quanto guardiani della democrazia, i giornalisti svolgono un ruolo essenziale nel facilitare il dibattito pub- blico e nel fornire informazioni per garantire che i cittadini abbiano accesso ad una pluralità di punti di vista. Come affermato nel Piano d’azione europeo per la democrazia, il giornalismo di qualità contribuisce alla con- sapevolezza pubblica e alla resilienza delle nostre democrazie.
Infine, la delegazione MFRR ha individuato l’urgente necessità di allineare le disposizioni italiane agli standard UE e internazionali, in particolare per quanto riguarda l’indipendenza dei media pubblici, il contrasto alle SLAPP, la riforma delle leggi sulla diffamazione e la gestione dei conflitti di interesse nel mercato dei media. La missione spera che le seguenti raccomandazioni siano considerate attentamente e rimane disponibile a dialogare e cooperare con tutti gli stakeholder italiani interessati al tema della libertà di stampa e dei media.
Per impedire la politicizzazione delle strutture di gestione del servizio pubblico, l’EMFA richiede agli Stati membri di garantire che le “procedure per la nomina e la revoca del capo della direzione o dei membri del consiglio di amministrazione (…) mirino a garantire l’indipendenza dei [media di servizio pubblico]” (articolo 5.2). L’EMFA stabilisce a questo proposito che le nomine devono essere effettuate sulla base di criteri chiari stabiliti in anticipo. Solo circostanze straordinarie, sempre da definire chiaramente in anticipo, possono comportare la loro revoca prima della conclusione del mandato.
L’EMFA affronta anche i rischi derivanti dal sottofinanziamento del servizio pubblico. Gli Stati membri sono tenuti a mettere in atto procedure che garantiscano finanziamenti adeguati, sostenibili e prevedibili in modo che i media di servizio pubblico possano assolvere ai loro compiti e siano in grado di innovare e svilupparsi ulteriormente. Il consorzio MFRR, insieme a esperti indipendenti, organizzazioni rappresentative dei giornalisti come la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) e il Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, in consultazione con l’Unione europea di radiodiffusione (EBU), invita il Parlamento italiano ad avviare una riforma completa della legislazione che regola le emittenti pubbliche italiane in linea con l’articolo 5 dell’EMFA.
Poiché il sindacato AGI ha rinnovato l’appello al proprio editore affinché rifiuti le offerte di chi non sembra in grado di offrire rassicurazioni sull’indipendenza dei media, il consorzio MFRR chiede a Eni di non vendere l’agenzia di stampa ad Antonio Angelucci, né ad altre personalità con una chiara affiliazione politica.
Qualora l’offerta per acquisire l’agenzia di stampa AGI si concretizzasse, l’Agcom dovrebbe condurre una valutazione approfondita e trasparente e considerare l’impatto che tale passaggio di proprietà avrebbe sul pluralismo dei media, indipendenza editoriale e conflitto di interessi, anche in conformità con l’EMFA.
Le attuali normative italiane sulla proprietà dei media sono state valutate come inadeguate e necessitano di quadri giuridici più forti e di una supervisione effettivamente indipendente per affrontare le sfide poste da tali acquisizioni. È urgente istituire maggiori garanzie per prevenire un’eccessiva concentrazione dei media e garantire una proprietà diversificata.
Poiché esistono grandi conglomerati mediatici sia nel settore della stampa che in quello televisivo, e la proprietà dei media in Italia tende a seguire una struttura a “scatole cinesi” (in cui una holding controlla più società), è più difficile identificare il proprietario effettivo di un qualsiasi media e i suoi legami con interessi politici o di altro tipo.
MFRR invita le autorità italiane a garantire la piena divulgazione della proprietà e dei potenziali conflitti di interesse nei media, in linea con l’articolo 6 dell’EMFA. Inoltre, in linea con l’articolo 25, l’Agcom dovrebbe garantire la piena trasparenza della distribuzione dei fondi pubblicitari statali.
MFRR sostiene la necessità di depenalizzare la diffamazione in linea con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani. Per adeguare la legislazione italiana a questi standard internazionali diretti a proteggere la libertà di espressione sono necessarie due azioni sequenziali. In primo luogo, riconoscere che il diritto civile offre metodi più efficaci ed equilibrati per proteggere la reputazione degli individui, compresi rimedi appropriati come il risarcimento per eventuali danni subiti. In secondo luogo, oltre alla depenalizzazione della diffamazione, è essenziale riformare la legislazione sulla diffamazione civile per allinearla pienamente agli standard internazionali sulla libertà di espressione e per incorporare efficacemente le disposizioni delle pratiche anti-SLAPP ((azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica, NDR) dell’UE e del Consiglio d’Europa.
Una riforma delle disposizioni civili sulla diffamazione dovrebbe comprendere:
- introduzione di un meccanismo di rapida definizione della cause civili di SLAPPs;
- inversione dell’onere della prova, che andrebbe a ricadere sull’attor Una volta stabilito che il contenuto oggetto della causa è stato pubblicato nell’interesse pubblico, l’onere della prova ricadrà sul ricorrente;
- introduzione di disposizioni per il risarcimento dei danni materiali e immateriali per gli imputati nei casi di SLAPP;
- introduzione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive per scoraggiare gli autori seriali di SLAPP;
- imposizione di un limite massimo alle richieste di risarcimento del Il consorzio esorta il governo ad adottare anche una serie di misure per contrastare le SLAPP, come delineato dalla Commissione europea nella Raccomandazione 2022/758, volte a proteggere giornalisti e difensori dei diritti umani da procedimenti legali manifestamente infondati o abusivi. Queste dovrebbero includere misure quali:
- istituire un sistema completo di supporto finanziario e legale per gli imputati nei casi di SLAPP;
- promuovere corsi di formazione sulle SLAPP per giudici, pubblici ministeri e avvocati;
- intraprendere iniziative di sensibilizzazione e organizzare campagne informative sulle SLAPP, con parti colare attenzione ai loro potenziali bersagli, quali giornalisti e attivisti;
- migliorare la raccolta di dati, il monitoraggio e la segnalazione dei casi di SLAPP. Questi dovrebbero includere dati sul numero di procedimenti, la tipologia di attori, gli importi richiesti a titolo di risarcimento dei danni e la durata dei pr Questi dati dovrebbero essere resi pubblici e comunicati alla Com missione europea per garantire un’adeguata trasparenza.
Qualsiasi riforma del quadro legislativo sulla diffamazione che non incorpori la direttiva anti-SLAPP dell’UE, la raccomandazione anti-SLAPP dell’UE e la raccomandazione del Consiglio d’Europa sul contrasto alle SLAPP, in particolare i concetti di partecipazione pubblica e questioni di interesse pubblico definiti nell’articolo 3 della direttiva dell’UE, sarà incompleta e incapace di affrontare efficacemente le sfide poste dalle SLAPP alla libertà di espressione e al giornalismo indipendente.
In copertina : La-delegazione-MFRR-con-i-partner-italiani.
