Tra i ritardi e le omissioni che hanno contrassegnato la vita di questa legislatura regionale un posto di rilievo lo acquista la mancata valorizzazione del patrimonio pubblico regionale, cosa che ha avuto un peso non lieve nel bilancio della Regione e nella possibilità di riequilibrarlo per tempo. Pietro Simonetti , col suo centro di ricerca, lavora da tempo a questa questione e proprio nei giorni scorsi ha messo in risalto il danno che arriva dall’assenza di una strategia di valorizzazione dell’ingente patrimonio esistente e che consiste in capannoni , in fabbricati, in terreni industriali, in foreste ed alvei fluviali. I beni sono sufficientemente censiti, grazie al lavoro fatto dal dirigente al provvedimento negli anni scorsi, e alcuni di essi hanno avuto nuova vita e nuova destinazione, col trasferimento di uffici o allocazione di enti. Ma il grosso resta al sole, per mancanza di strumenti e di iniziative atte a cercarli. Alcune Regioni hanno approfittato delle norme nazionali che incoraggiavano l’accordo con l’Agenzia del demanio, che ha tecnici e strumenti per gestire la materia. Lo fatto recentemente l’Umbria che con l’Agenzia del demanio ha deciso una vera e propria governance comune del patrimonio regionale così da intraprendere tutte le azioni necessarie sia alla messa in sicurezza dei beni che alla loro riqualificazione e rigenerazione. Tra le azioni previste nel documento anche la strutturazione di operazioni di finanza immobiliare; la verifica delle possibili sinergie tra le potenzialità di sviluppo dei patrimoni immobiliari, la definizione di percorsi operativi integrati anche innovativi, attraverso la sottoscrizione di successivi accordi per il recupero, il riuso, la gestione efficiente del patrimonio, il rilancio delle economie locali e la promozione del territorio. Ora, tornando all’articolo di Simonetti, il suo centro studi stima oltre 421 proprieta’, case, terreni, capannoni che oggi sono messi a catasto per un valore imu di 141 milioni e per un valore di mercato di 350 milioni circa. Se non si vuole prendere la strada dell’accordo con l’Agenzia, si cerchi una nuova strada, perchè ce ne sono tante, col supporto di Invitalia e della Cassa depositi e prestiti che a queste operazioni danno l’avallo e l’appoggio finanziario: Una di queste potrrebbe esserela costituzione di un’agenzia per la gestione immobiliare ( che si interfacci con il demanio) assorbendo le Asi e Basilicata sviluppo . Perchè non si fa tutto questo? Perchè la Regione non ha sufficienti e qualificate professionalità per fare tutto questo. Altre regioni si sono muniti di supporti al più alto livello ( bocconi, luiss,) per affrontare i tempi nuovi, nei quali tra le cose che si chiedono agli enti locali c’è anche una capacità di sfruttare le leggi per migliorare i propri bilanci. E in questa direzione la prima cosa da fare è mettere un pò di pepe nel culo di commissari liquidatori che si sono seduti sugli immobili da gestire e liquidare e ne hanno fatto una rendita permanente per la vecchiaia. Uno scandalo !!! Rocco Rosa
