DI ROCCO ROSA

La capacità progettuale ce l’abbiamo ed i riscontri ci sono: due progetti di integrazione dei migranti sono arrivati al primo e secondo posto nella graduatoria delle proposte, altri tre progetti  sono stati ritenuti idonei ma non finanziati per mancanza di fonti. Ci sono sindaci che ci credono e si danno da fare e sindaci che su questa storia dell’integrazione oltre l’accoglienza si voltano dall’altra parte. Eppure il problema c’è ed è grosso. Tenere decine di persone nei paesi e centinaia nelle città che non fanno niente oltre che passeggiare per le strade e tornare a mangiare e a dormire nelle strutture di accoglienza è una situazione intollerabile da qualunque delle due parti la si veda. Se da quella del cittadino, parte subito la lamentela secondo cui “ loro” il cibo lo hanno assicurato mentre gli altri non sanno se possono mettere tavola tutti i giorni. Dal punto di vista dei migranti, che sono venuti non per restare ma per passare, l’accoglienza non risolve il problema perché si,è vero che loro mangiano, ma le famiglie che sono rimaste nei Paesi d’origine muoiono di fame e loro , i migranti, non possono far niente per aiutarli. Il progetto di cambiare Nazione e ridare futuro alla famiglia è fallito : nell’Europa ricca non arrivano e qui possono solo sfamarsi  grazie all’assistenza europea. E’ una situazione che, se lasciata deteriorare, rischia di fabbricare  una miscela esplosiva, dove lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo viene assunto dall’illegalità che si nasconde  in tutte le città: già a Potenza l’accattonaggio che prima era spontaneo, oggi sembra che venga controllato dall’esterno, lo stesso dicasi per la manovalanza nei mercati della droga. Non ci vorrà molto perché la tranquilla Potenza o la tranquilla Matera debbano fare i conti con una realtà  che allinea e omogeneizza    i comportamenti illeciti nel tentativo di sfruttare nelle città questa mano d’opera disponibile come finora l’hanno sfruttata nelle campagne. Significa droga, prostituzione, violenza. E dunque vediamo per tempo come dobbiamo fare per  sottrarli allo sfruttamento selvaggio e indirizzarli verso lavori di utilità sociale. Per una città ,come Potenza, che è in pieno degrado, non dovrebbe essere difficile indirizzare questa notevole manovalanza verso lavori che servono e che abbisognano solo di un incentivo aggiuntivo, voucher che consentano almeno di sostituire la pratica dell’accattonaggio con un lavoro capace di preparare un mestiere.