Non è proprio simile il modello del Sindaco Mimmo Lucano con quello esistente in Basilicata e lucano solo come aggettivo. Pietro Simonetti mi telefona per spiegare le differenze e che cioè mentre quello di Riace ha un perimetro ridotto alla accoglienza in paese dei migranti che hanno deciso di vivere in autonomia ( a pochi chilometri c’è il centro ghetto di san Ferdinando, con baraccopoli e tendopoli dove ci vivono 2000 persone), quello della nostra regione comprende azioni di sicurezza e di vigilanza che attengono alla lotta al caporalato , all’eliminazione dei ghetti e delle condizioni di sfruttamento da persona a persona.
“Abbiamo svuotato il ghetto di Boreano- dice Simonetti- , quello di Mulino Matinelle ( ospitati nel centro di palazzo, 400 persone per 55 giorni) ed il prossimo sarà Bernalda, nell’area Felandina, che dopo le vicende giudiziarie si è trasformata in un minighetto.
Dall’interlocuzione telefonica escono fatti e numeri, a conferma di un modello di gestione del fenomeno in Basilicata che è per certi versi unico. Abbiamo –dice- attualmente 1750 richiedenti asilo. A luglio erano tremila ma molti sono stati spostati in altri centri SPRAR. Oggi sono disponibili 550 posti sprar che possono essere coperti.
Arriviamo a parlare dell’esperienza dell’accoglienza diffusa. Dice Simonetti che “i comuni che hanno ospitato o chiesto di farlo in Basilicata sono stati 80. La più alta percentuale regionale in Italia.
I numeri ?
120 Strutture di accoglienza, di piccole dimensioni, la piu ‘bassa per presenze in italia con il Trentino e la Val d’Aosta. Circa 3000 figli di migranti da settembre frequentano le scuole lucane. Cooperative di giovani foirmatesi spontaneamente nei Comuni che hanno trovato un sistema capace di procurare lavoro. Nel periodo 2014/ottobre 2018 sono stati assunti regolarmente nell’area alto Bradano 5000 lavoratori stranieri. Nel 2013 erano 550. Nello stesso periodo sono stati ospitati 2000 migranti nei centri pubblici provvisori a partire da quello di Palazzo.
Le risorse?
La Ue ha investito in Basilicata per accoglienza ,nel triennio 2015/17 circa 60milioni, con un cofinanziamento nazionale calcolabile in un 25% di media, . per salari agli occupati, vitto, fitto, alloggio, corsi di italiano, ecc.. un investimento pari alle royaltyes da petrolio in un anno.
Lo stato delle relazioni?. Dal punto di vista economico, ma anche sociale…
La Ue, per valorizzare l’esperienza della nostra regione ha stanziato circa 15milioni di fondi, extra POR regionale per 12 progetti elaborati e proposti dalla Regione. Queste risorse saranno utilizzate per i nuovi centri di accoglienza stagionali, il recupero di terre e strutture per l’inclusione dei migranti e l’occupazione per i disoccupati lucani.
Le relazioni legate a questo sistema di accoglienza si vedono inb tutti i settori: migranti che popolano le squadre di calcio, migranti che lavorano e danno lavoro, migranti che studiano e danno danno lavoro ai docenti per non parlare, migranti che assistono anziani. Sono oltre ventimila le badanti diffuse sul territorio lucano , sono bianche e lavorano in nero.
E continuiamo a parlare , non nascondendo la preoccupazione per una rottura di questo circuito che non è l’Eden ma neanche l’inferno, e soprattutto che mantiene una situazione in equilibrio, senza del quale i migranti diventano fantasmi in giro ,manovrati dalla malavita e sfruttati da gang di immigrati, come già i nigeriani stanno facendo in Calabria e in Campania.
