“Grazie Rocco per il tuo messaggio, conosco il tuo pensiero e ti seguo nei tuoi scritti. Il tuo appunto è il nostro dubbio: La Basilicata fa bene? E, nel dibattito che vede aprire le porte ai migranti, che dura da mesi, non siamo entrati a gamba tesa perchè oggi accogliere è la priorità… in questi anni molti sono stati i nostri interventi nelle strutture di accoglienza e molti altri quelli nelle campagne e nell’accoglienza dei migranti nei piccoli comuni, anche attraverso processi di integrazione con le amministrazioni. Ma oggi non ci sentiamo di dire che tutto va bene… il caporalato non è stato fermato ma a nostro avviso rafforzato, lo sgombero di Boreano non ha rappresentato la liberazione dei braccianti ma l’inizio della loro persecuzione (i sindaci oggi sono intimati ad emettere ordinanze di sgombero), i centri di accoglienza posti di segregazione che proprio ieri ha visto dissolvere nel nulla due braccianti, la mancanza di servizi rende per i migranti la loro permanenza un calvario e la volontà di metter da parte i sindaci nella partita che riguarda l’accoglienza pensiamo che sia un fatto che alla lunga non porti ad integrare. Non parliamo delle cifre che la regione da alla stampa che sono fortemente, probabilmente contraffate…”
Depurata da alcuni riferimenti, diciamo privati , questa è la lettera che mi scrive il rappresentante di una associazione che segue il fenomeno da tempo nelle zone del Bradanico. La tesi l’ha esposta con sufficiente chiarezza. La segnalazione di scomparsa di due migranti però non è attendibile, perché si tratta di due persone il cui soggiorno era stato revocato dal prefetto e in sede di ricorso al tribunale avevano falsamente attestato di risiedere in un centro di accoglienza. Quanto al merito della sua denuncia, sarebbe grave se la task force della regione si mettesse ad escludere i Sindaci, perché senza di loro non si può far niente, essendo coloro che il fenomeno lo debbono governare da vicino, soprattutto sulla base della scelta fatta di privilegiare il soggiorno diffuso anziché il ricovero nei centri di accoglienza. Quello che è successo a Boreano è però strettamente correlato a quello che succedeva prima nello stesso borgo e che cioè tutti i soldi che i migranti guadagnavano erano costretti a lasciarli lì, con una speculazione organizzata che portava le bottiglie d’acqua minerale fino a 2 euro. Come a Roma . Se è successo questo, significa che chi doveva controllare il fenomeno non lo ha fatto o perché il tutto gli è sfuggito di mano o perché ha tenuto un occhio aperto ed uno chiuso. Ora io sono preoccupato per il processo iniziato di integrazione che per impostazione progettuale è pregevole ma che ha bisogno di tanto lavoro, di poca burocrazia e di tanta tanta vigilanza a tutti i livelli. Qui c’è gente,da tutti i lati e di tutte le dimensioni imprenditoriali, che su questo fenomeno intende mettere le mani. E queste non sono sempre pulite, perché sono mani che cercano soldi e i soldi si sa sporcano ma non cacciano odore. C’è per esempio un traffico lungo la pista sportiva Abriola-Sellata che non è dovuto alle macchine in allenamento e certi pit stop in cima alla collina che scavalla la montagna hanno fatto sorgere interrogativi in più di qualche passante. Per me, i centri debbono avere la funzione di accoglienza breve, giusto il tempo di sistemarli nei paesi e nelle vicinanze di un possibile lavoro in quei settori nei quali gli italiani non vogliono lavorare. Per il resto ci sono funzioni pubbliche e sociali che l’Istituzione comunale deve saper affrontare affinchè agli oneri di accoglienza si possa rispondere con lavori di pubblica utilità, creando le premesse per un percorso di integrazione. Responsabilizzarli, fargli trovare un alloggio, fargli fare la spesa e metterli in condizione di guadagnare qualche soldo con lavori che si possono fare e con mestieri che si possono creare, è la finalità verso cui tutti dovrebbero convergere. L’alternativa è che i migranti continueranno a venire, andranno a riempire le stanze di strutture private e ad ingrossare le tasche di qualche furbo, rimanendo a sopravvivere in attesa di andarsene,non si sa quando, non si sa dove. Quanti ai dati che sarebbero stati gonfiati, noi confermiamo quelli a nostra sicura conoscenza: a) popolazione censita in anagrafe al 2015 circa 20,000; popolazione straniera assunta nel metapontino 14mila su 34 mila lavoratori del 2015 ( in gran parte in agricoltura tra cui 500 indiani assunti nel settore zootecnico , pastorizia e lattiero caseario). Oltre alle strutture di accoglienza, si registrano affitti di appartamenti a persone straniera ( a Potenza ne sono fittati 50). Pochi. Decisamente pochi.
