BY ROCCO SABATELLA

Probabilmente le intervenute difficoltà di salute, tengono lontano Berlusconi dall’agenda dei problemi e, tra questi, la cessione del Milan ai cinesi. E non è tutto un male, perchè decidere sotto l’imminenza del secondo turno delle amministrative significava giocarsi il supporto dei tifosi che votano.  Anche perchè, dopo il secondo anno consecutivo di fallimenti sportivi della squadra del cuore, un gran parte di tifosi ha già preso ufficialmente una posizione netta e decisa: prima contestando apertamente il Cavaliere e poi invitandolo a togliere le tende e a cedere la società. Provocando la piccata reazione del presidente che ha, a sua volta, rimbrottato i tifosi che non hanno riconoscenza verso il trentennio di successi alla guida del Milan. Ma siccome i tifosi non campano o campano in misura ridotta di ricordi ma vogliono sempre la propria squadra ambiziosa e vincente, si può tranquillamente dire che la frattura tra Berlusconi e i tifosi è diventata insanabile. A meno che lo stesso Berlusconi che, peraltro ha già dichiarato che non metterà più un euro per il Milan, non cambi idea, folgorato sulla via di Damasco e clamorosamente decida di tenersi il Milan e soprattutto metta mano al portafoglio con una campagna acquisti sbalorditiva nell’ordine di 100-150 milioni per fare tornare finalmente competitivi ai massimi livelli i rossoneri. Progetto quasi impossibile da realizzare. Probabilmente ed è forse la versione più realistica, Berlusconi, oltre ai soldi, nell’ordine di 700 milioni che i cinesi gli offrono per il 70 per cento delle azioni, chiede altri benefit che difficilmente verranno concessi. E cioè, dalle notizie che filtrano, del riconoscimento di un ruolo operativo nella società per lui e per l’amministratore Galliani, oltre all’impegno dei nuovi proprietari per massicci investimenti ogni anno in sede di campagna acquisti. Anche qui siamo nel campo della totale utopia perché non conosciamo nessun imprenditore che mette i soldi ,tanti, e poi non voglia in prima persona o attraverso manager fidati occuparsi di gestire una società di calcio. La verità dei fatti è che alla fine si arriverà sicuramente alla cessione della società perché questo è il desiderio dei figli di Berlusconi Marina e Piersilvio oltre che dei più importanti manager della Fininvest, Confalonieri in testa, che non si stancano di ripetere al cavaliere che è arrivato il momento di cedere. Anche perché l’offerta è buona e gli acquirenti, come risulta dalle informazioni in possesso del presidente Berlusconi da lui esternate pubblicamente, sono pienamente affidabili. Oltretutto alternative realistiche non esistono. Anzi esiste solo la volontà di Berlusconi di continuare con un progetto molto ma molto ridotto senza investimenti rilevanti ma cercando il rilancio del Milan con una squadra di giovani tutti italiani guidati da Brocchi in attesa di tempi migliori. Con ciò sarà difficile, per non dire impossibile, convincere i tifosi ad affollare di nuovo San Siro e ridare slancio e competitività sul mercato al brand rossonero. I tifosi, invece, già pregustano, dopo tante delusioni, che grazie ai cinesi, come già successo ieri con le dichiarazioni di Zhang Jindong, patron della Suning, che ha promesso l’immediato rilancio dell’inter, anche il Milan finalmente sia messo nelle condizioni di ritornare ad essere estremamente competitivo a livelli altissimi.