L’occupazione d’urgenza emessa dalla Regione Basilicata di un suolo sul Monte Li FOj di Picerno  su richiesta della protezione civile,per l’installazione di un Radar , non ha alcun requisito che possa giustificarlo. Arriva dopo dieci anni , arriva quando non ce n’è più bisogno perché il controllo delle frane è monitorato da satelliti, e arriva solo perché la Protezione civile- è almeno questa la tesi dell’Osservatorio Ambiente e Legalità-deve giustificare una spesa fatta e mai realizzata. Quella che veniamo a descrivere è una storia lunga di oltre un decennio , da quando cioè la Regione Basilicata fu interessata dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile circa il  progetto di installare una stazione radar meteorologica nel Comune di Picerno a Monte li Foj, la stazione avrebbe fatto parte della rete nazionale per la misurazione delle piogge e la difesa dalle alluvioni e dalle frane .Oggi  le reti satellitari sono una realtà consolidata ad esse si accede con una semplice App- Copernicus è il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, dedicato a monitorare  il nostro pianeta e il suo ambiente a beneficio di tutti i cittadini europei. Offre servizi di informazione basati sull’osservazione satellitare della Terra e dati in situ. oppure la rete Galileo che fa parte del progetto europeo per dotare i Paesi membri della Comunità Europea di un servizio indipendente dal GPS americano. Da queste premesse parte il ricorso  dell’Osservatorio Ambiente e legalità  per il sequestro preventivo dell’area, ricorso motivato dal fatto che comunque il manufatto impatte su una zona di particolare pregio ambientale ( natura 2000), sull’irregolarità della procedura di autorizzazione ambientale, e sull’inefficacia assoluta  del radar ai fini per i quali un decennio fa era stato progettato..