Fino a quando la difesa della natura non diventerà un dovere civico dei funzionari e degli amministratori, frutto di una sensibilità comune verso la difesa del vero bene che possiamo lasciare ai figli, ci sarà sempre questo braccio di ferro tra i molti che offendono la natura ed i pochi che si pongono in sua difesa. Quando manca questa sensibilità collettiva anche le cose piccole , che potevano evitarsi con un poco di accortezza, diventano occasione per sfregiare la natura e quando questo avviene da parte di organi che sono nati proprio per governare questo processo di tutela e di valorizzazione del territorio, allora la faccenda assume livelli di allarme che non possono rimanere inascoltati. Quanto accaduto nel Parco dell’appennino, nella zona Murge S.Oronzio, è grave, sia per la violenza fatta ad un habitat particolare , sia per gli effetti già riscontrati sulla permanenza in loco dei grifoni, che si sarebbero allontanati in seguito agli atti di distrubo ambientali procurati dai mezzi perrealizzare la sentieristica. Oggi si palleggiano le responsabilità fra un Dipartimento che fa finta di informarsi ex post e un Ente Parco che gli risponde ” ma come, voi mi avete detto che questi lavori di prosecuzione di un vecchio progetto non avevano bisogno di ulteriori autorizzazione. E’ la vecchia soria di carte che camminano per difendere gli uffici e non la natura. Ecco intanto che qualcuno perde la pazienza e interessa la Magistratura, come si evidenzia dagli stralci di questa missiva:

Al Procuratore della Repubblica di LAGONEGRO –

(seguono indirizzi di Dipartimenti, uffici a potenza ed a Roma)

“Sono Pio Abiusi, nato a Potenza il 7giugno 1948 e residente a Matera in via Cappuccini 8/f membro dell’Associazione Ambiente e Legalità con sede in Ferrandina e significo quanto segue:

In data 21giugno u.s., a seguito di segnalazione ebbi ad evidenziare a vari uffici amministrativi e di polizia giudiziaria che vi erano dei lavori in corso di esecuzione per conto del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri- Lagonegrese in area ZSC (Zona di Speciale Conservazione) identificata con IT9210220 Murge di S. Oronzio. In quella nota denunciavo il presunto danneggiamento dell’habitat per alcuni Grifoni. Chiedevo di sospendere i lavori nel periodo di nidificazione e di verificare la regolarità formale delle autorizzazioni concesse.

L’Ufficio Parchi, Biodiversità e tutela della Natura del Dipartimento Ambiente e Territorio della    Regione Basilicata con nota di prot. 0100460/19AE del 22/6/16 ebbe ad invitare la sospensione dei lavori in periodo riproduttivo, come si conviene ed è prassi consolidata -ndr.-, e tra le altre cose chiese di conoscere se il progetto fosse corredato del parere di V.Inc.A.,- Allegato 1-. Con sua nota del 30/6/2016 prot. 0106263/19 AB l’ Ufficio Compatibilità Ambientale del predetto dipartimento e del medesimo ente territoriale – allegato 2 – ebbe a dichiarare l’inesistenza di documentazione relativa ai lavori di sentieristica nell’area parco – Ambito 4 – ed  invitò l’Ente Parco a sospendere i lavori rivolgendo, altresì, al Corpo Forestale dello Stato un invito ad esercitare l’azione di sorveglianza di cui all’art 15 del D.P.R. 357/97.

Da tutto quanto illustrato appare evidente come il comportamento della dirigenza del Parco Nazionale Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese sia censurabile per la violazione dell’art. 5, commi 2 e 3, DPR n. 357/1997 e dell’art. 6, comma 3, della Direttiva Comunitaria n. 43/1992.

La Regione Basilicata, inoltre, ha adottato norme di tutela e conservazione di cui alla dgr. 951/12 integrata con la dgr. 30/13 miranti alla salvaguardia e tutela delle aree protette e queste norme sono state disattese, vedasi relazione tecnico scientifica – allegato3 – a fronte di sopralluogo curato dal Sig. Antonio Conte del Centro Studi Naturalistici NYCTALUS. Fin qui i fatti e l’infrazione per la mancata ottemperanza amministrativa che va valutata. Seguono, poi, le norme comportamentali che non possono che essere aggravanti tenuto conto che l’Ente Parco è una struttura di diritto pubblico istituita con DPR del 8/12/2007 pubblicato sul GURI n°55 del 5/3/2008. Le prescrizioni vanno ottemperate e il riscontro del Parco di cui all.4 non risponde nello spirito all’invito prescrittivo dell’ufficio compatibilità ambientale, non presuppone un atto volontario ma uno dovuto tenuto conto che nella stessa nota dell’ufficio della Regione Basilicata si richiama il Corpo Forestale dello Stato alla prescritta azione di vigilanza. È opportuno evidenziare che lo scrivente interesserà dell’accaduto per quanto riterrà opportuno adempiere la Soprintendenza per le Belle Arti ed il Paesaggio della Basilicata in quanto non vi è stata ottemperanza neppure da quanto previsto dal D.Lgs 42/2004 circa l’autorizzazione Paesaggistica che non è stata richiesta. La presente nota viene inviata anche alla competente divisione della direzione generale PNM del Ministero ATTM per gli adempimenti di competenza non ultimo la verifica della qualità professionale della dirigenza addetta al Parco Nazionale Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese.

Le norme non vanno interpretate semmai a piacimento e secondo l’opportunità, esse vanno semplicemente applicate.