Abbiamo così imparato qualcosa su Edward Hopper, sulla donna della sua vita incontrata e ritratta in un treno, mai conosciuta, e reincontrata 10 anni dopo in un caffè, e sposata; su Van Gogh, sulle ossessioni e fobie della sua mente meravigliosamente altrove, sulla possibilità di animare i suoi dipinti facendoceli vedere – magia assoluta – come in un film; abbiamo sentito dei viaggi esotici di Flaubert, e della sua mal riposta, infelice passione per una prostituta egiziana. Abbiamo ascoltato magnifiche versioni di raffinate canzoni per intenditori, sfumature country americane rese con delicatezza da chitarra e voce, Don McLean, Simon & Garfunkel e James Taylor, e poi Fiorella Mannoia e Edoardo Bennato e tanti altri. Ho atteso invano Bruce Springsteen, sapendo bene quanto fan sia Dino De Angelis (una passione che condividiamo) ma non è arrivato, eppure il tema del viaggio è un tema che è molto congeniale al rocker del New Jersey, la fuga per andarsene da una provincia che non si riesce mai a lasciare davvero, perchè è dentro di noi, e ce la portiamo sempre dietro, dovunque andiamo.
Il format è perfetto per le scuole, magari per raccontare pezzi di storia, o di geografia. E infatti è richiesto da dirigenti scolastici e responsabili di progetto che capiscono la importanza della contaminazione di linguaggi, per far arrivare agli studenti concetti importanti, o solo per raccontare loro un libro, sperando che questo faccia poi venire la voglia di leggerlo per intero. Sono così passati per le parole di De Angelis e brani musicali Cuore di tenebra di Conrad, Il piccolo principe di Saint-Exupery, Il giovane Holden di Salinger, Se questo è un uomo di Primo Levi.
A fine serata, stasera, pane casareccio tostato, olio piccante, pasta e fagioli biologica, vino locale: per un convivio fra amici, inebriati di bella musica, di belle parole, di magiche immagini, per un format che spero di rivedere ancora più e più volte. Magari con una serata monografica su Bruce Springsteen.
