Mi sono trovato ieri sera a vedere , sul primo canale della Rai, “Napoli,prima e dopo” e, superato l’atteggiamento di scetticismo che mi coglie davanti agli spettacoli musicali, mi sono trovato spettatore fino in fondo di un evento che , per come è stato pensato, condotto e realizzato, rappresenta una vera chicca nel panorama estivo della Televisione di Stato. Nulla a che vedere con altri eventi del genere che con la scusa di fare un po’ di promozione territoriale mettono insieme il sacro e il profano, un po’ per fare audience in estate, un po’ per fare cassetta. Questa edizione di “Napoli prima e dopo” l’ho vista elegante, di classe, come una nobile ai tempi di Ferdinando, fatta di linguaggio misurato eppure brioso, di dialoghi intelligenti ed ironici, di conduzioni spigliate ma non esorbitanti , di scelte accurate dei brani, di stacchi satirici ben armonizzati col programma. E poi di brani intensi, poetici, che recuperano i grandi della musica napoletana e la assegnano a vecchi e giovani interpreti,  tutti in grado di emozionare e di stupire per il modo in cui onorano ,anche aggiornandola, la tradizione. Nino D’Angelo, con Merola, ha rappresentato l’apoteosi  di una Napoli che non fa canzonette ma poesia, e che ieri mi è sembrata recuperare il ruolo di capitale culturale del Sud. Ecco , se la Rai deve entrare in campo come protagonista e strumento moderno di marketing territoriale, deve farlo con questa intelligenza e con questa capacità di portare nel Mondo una immagine non artefatta ma viva e vera della realtà che un evento vuole rappresentare. Ne prendano nota in Basilicata per il capodanno 2016 e cerchino di non far ripetere il disastro del capodanno scorso, dove hanno regnato la confusione, l’inadeguatezza nel condurre, la incapacità di trasmettere una immagine riepilogativa e riassuntiva di una realtà,,ben più grande di una cartolina, sia pure quella dei Sassi. ( Rocco Rosa)