Con quindici voti favorevoli e uno contrario il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge di istituzione del Parco del Vulture, accogliendo così le istanze di gran parte della popolazione e dei sindaci della zona che avevano bisogno di uno strumento istituzionale per mettere insieme risorse e territorio ai fini di una valorizzazione omogenea e programmata di una delle più belle aree della Basilicata. Il disegno di legge ha avuto oltre un anno per nascere e quest’anno lo ha speso ascoltando nelle commissioni di merito il parere di associazioni, cittadini e istituzioni locali. Le modifiche apportate nell’iter consiliare riguardano appunto la possibilità di specificare meglio quali sono le aree contigue che possono successivamente essere inserite nel parco, su deliberazione dei singoli consigli comunali. Una modifica necessaria per far partire il treno senza aspettare alcuni viaggiatori ancora indecisi sulla meta di arrivo. Altre modifiche marginali alla informazione che già abbiamo dato sul disegno di legge originario riguardano le norme transitorie che vedono in priumis la nomina di un commissario straordinario che fa da organo di rappresentanza e da organo operativo, comprese le funzioni provvisorie di direttore, in attesa che si faccia la promessa legge di costituzione di una agenzia unica dei parchi lucani. Data la importanza del disegno di legge, alcuni consiglieri lo hanno accompagnato con un ordine del giorno che cerca di dare ulteriore sviluppo a queste aree naturalistiche particolarmente vocate . Sul testo iniziale del consigliere Napoli che impegnava la Giunta a proporre alcune aree della Basilicata alla qualificazione europea di geoparco dell’area in discussione, si è inserito il consigliere Robortella allargando il discorso delle aree a tutte quelle che verranno individuate in base ad una legge già approvata, e il consigliere Lacorazza, che ha parlato esplicitamento di inserimento degli ecomusei. La legge sul parco naturale del Vulture sottolinea il concetto di una valorizzazione che parte dalla tutela ma che non si esaurisce in essa, cioè uno sviluppo che si mette a disposizione di un particolare tipo di turismo( scolaresche, botanici, esperti di biodiversità ecc) che organizza la migliore accoglienza in termini di servizi ( rifiuti ecc) all’utenza in arrivo e dio logistica. Nella legge non ci sono solo i territori boschivi ed i laghi ma anche i borghi e i centri storici come asse portane di una politica di valorizzazione integrale che mette insieme tutta l’offerta, storica- culturale- monumentale- silvo-pastorale ed enogastronomica. Queste finalità sicuramente le si potranno cogliere appieno quando si metterà in atto la realizzazione di una Agenzia di scopo per la valorizzazione dei territori dei parchi regionali. Naturalmente per i laghi di Monticchio, che rientrano in zone protette, c’è tuytta una operazione di vigilanza, di salvaguardia e di tutela che vede l’Ente Parco come ente gestore degli interventi in zone ZSC. Entro sessanta giorni si dovrà mettere a punto lo Statuto del Parco, con le indicazioni della sede, della composizione degli organi gestionali, delle modalità di selezione dei direttori. La comunità di parcom che è l’organo collegiale di vertice è composta dal presidente pro tempore della provincia di potenza, dai Sindaci dei comuni che ne fanno parte, dai presidenti delle comunità locali nei cui territori sono ricomprese le aree del parco.. Vi è poi un comitato consultivo alalrgato ad altre istituzioni, come l’Università, l’apt,le associazioni escursionistiche ecc.Soddisfazione del Governo regionale per questa meta raggiunta è stata espressa dall’assessore Pietrantuono e dal presidente Pittella. Trattandosi di una richiesta che ha almeno trent’anni di storia, la soddisfazione è più che legittima. Sono stati sconfitti i campanilismi, le gelosie, le paure. Rocco Rosa