pinuccio rinaldi
La visita odierna del Capo dello Stato nelle zone dell’Emilia Romagna colpite dall’alluvione, ha fatto emergere agli occhi degli osservatori più attenti, l’assenza di armonia fra le istituzioni.
Il virgolettato delle parole dette dal ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, riportate dal giornale OPEN «Sono contento che anche il Presidente della Repubblica sia oggi sui luoghi alluvionati, come ha fatto tutto il governo e come ha fatto per due volte la presidente del Consiglio. Peccato che oggi non ci sia nessuno del governo a illustrare al Capo dello Stato le criticità, nessuno è stato invitato. Non fa niente, l’importante è arrivare».
Il consigliere per la stampa del Quirinale Giovanni Grasso, ha così risposto
«Il Quirinale in occasioni del genere non ha mai fatto inviti. Ma se qualcuno vuol venire è benvenuto», virgolettato come il precedente riportato dallo stesso giornale OPEN.
Da questo scambio, quindi, emerge l’assenza di armonia.
In effetti al di là della prassi Quirinalizia che non prevede in simili circostanze la presenza del governo, resta evidente che la visita di vicinanza e di solidarietà espressa dalla comune presenza del CAPO DELLO STATO e del GOVERNO assume un valore diverso dalla sola presenza di una istituzione.
In un tempo in cui la comunicazione è divenuta “esiziale” ed in una circostanza eccezionale, qualsiasi atto-parola-azione diventa fondamentale per trasmettere il giusto valore e il giusto peso all’evento.
Purtroppo in questa visita così fatta, tutto questo è venuto a mancare.
Siamo nel tempo dell’armocromia, però poco guardiamo all’armonia delle istituzioni.
