TERESA LETTIERI

 

Con tutta la spazzatura che la rete ci propina ogni giorno e nella quale qualcuno cade e qualc’altro si rotola,  sarebbe opportuno, obiettivamente, cominciare a selezionare l’informazione tanto più se proviene dalla stampa accreditata. E sul termine accreditato ognuno può dire la sua perché la credibilità che si riscuote presso qualcuno, attualmente e nella maggior parte dei casi, è diventata inesigibile. Scartando, quindi, gli argomenti meno suscettibili di essere spacciati per fake, come ad esempio il terremoto di questi giorni, una sezione suscettibile alla bufala di turno è quella del sondaggio. Chi ha ragione tra Spalletti e Totti? Soldi e amore, voi come siete? Preferite il cono gelato o la coppetta? Acqua dal rubinetto o in bottiglia? Fin qui, diciamo che può rappresentare anche l’ottimo intrattenimento di un pomeriggio d’estate sotto l’ombrellone o sul divano di casa, un’alternativa alla cornice concentrica o alle parole crociate senza schema della settimana enigmistica (che detto tra noi considero passatempi molto più seri). Quando però si propone una domanda come “preferireste morire in un attentato terroristico o in un terremoto?” la prima cosa che affiora in superficie è: chi è quell’idiota che può partorire una domanda di questo tipo? Che non è un contro-sondaggio sul genere dell’autore, ma la necessità di capire quale professionalità, quale competenza comunicativa può possedere una persona, innanzitutto, e poi un giornalista o chi per lui/lei propone una cosa così insensata. Questi sono i casi in cui ti auguri che il fake non sia il sondaggio ma proprio chi lo ha pensato, però se per un attimo ci soffermiamo al fatto che ci sarà anche chi risponderà invece di scrivere in redazione una bella lettera per richiamare al buon senso dell’informazione, allora comprendiamo che il fake non è solamente uno in circolazione. Poi arriva la smentita tempestiva dal quotidiano incriminato, Libero, che tuttavia né modera una rete indignata tantomeno le considerazioni che ne scaturiscono. Certo che prendersi la briga di simulare una idiozia e spacciarla attraverso una delle testate più discusse dal popolo che ancora legge il giornale suggerisce quanto il desiderio di denigrare circoli con la stessa velocità con la quale si appianano i debiti delle banche e anche con la medesima priorità.  Utilizzare, per di più, un’idiozia che affonda nella confusione emotiva scatenata dagli accadimenti recenti dà la misura della degenerazione completa dell’individuo perché è evidente che l’obiettivo punta a fare presa sulle migliaia di persone che non si rendono conto della stupidaggine e tentano pure una risposta.  Per quanto ci si appassioni molto di più a ciò che è tragedia (dopo Quark vince Chi l’ha visto) chiedere di preferire tra una morte dietro una sventagliata di kalashnikov o in una Santa Barbara e quella per tumulazione immediata sotto una pila di mattonelle di ceramica vietrese rimane evidentemente un quesito che non merita alcun contraddittorio. Innanzitutto perché il sondaggio è inesigibile proprio per l’inconsistenza del quesito (ma che domanda è?) e questo già basterebbe per non andare oltre. Ma siamo sicuri che nessuno avrebbe partecipato all’ indagine? Io non ci giurerei e nonostante tutti gli scongiuri possibili e ammissibili dalla religione cristiana (e dalla tradizione scaramantica napoletana che per antonomasia è la più adeguata all’argomento), direi con certezza che le risposte sarebbero state numerosissime. Ricreare lo scenario apocalittico scatenato da due accadimenti come quelli indicati, attraverso un artificio come il sondaggio, sembra voler innescare quel giusto grado di paura legata ad una morte già accertata (“preferiresti morire” ti dà per spacciato) che si può scegliere comunque come far avvenire (bomba o mattonella?), una sorta di “ricordati che devi morire ma puoi scegliere il modo”, un  giro gratis sulla ruota della morte dove scegli il cavallino oppure la ranocchietta, un finto potere anche nel momento estremo glorificato dalla scelta (e il nirvana tantrico?). Quindi, un lavoro di manipolazione sulla sensibilità individuale, che se non è scattato il famoso “vaffa” sano che ti consente di saltare alla notizia successiva, non è di poco conto. E se proponessimo a queste menti sopraffine di progettare una pista cifrata o un trova le differenze (tra un bomba a mano e una miccetta, tra cemento e stucco),  invece che prendere spunto da Riza Psicosomatica non sarebbe più divertente? …Ma voi preferite  gli strascinati con i cruschi o mollicati?