Neve

Si osava di più
sul selciato scivoloso
quando il cielo si abbandonava alla neve
le persone ciondolavano
il peso gravoso
con la paura di cadere
la piazza dei miracoli
per chi indugiava
leggera si posava la brina
a grappoli i ragazzi
sfogliavano l’allegria
con il verso sgualcito della sera
nelle case l’odore asprigno
chiuso al caldo
il pensiero dei giorni freddi
la sera si spande
il fumo persistente
l’aria lascia il moccolo spento
del domani al passar breve
della terra che riposa
sotto la mantella di neve
ad altri frutti consegna
il lento andare del tempo
che apre il racconto
ora, la soffice neve
solleva il peso
dell’arcaico canto