ROCCO SABATELLA

Come novelli Silvan, Vangone e Vertolomo hanno estratto dal cilindro magico un altro coniglio. Che ha le sembianze di Nicola Dionisio, sicuramente uomo di calcio e con una lunga esperienza di direttore sportivo in tante società della Campania anche a livelli alti. Il nuovo dirigente avrà le mansioni di manager a tutto campo perché dovrà curare non solo la parte squisitamente sportiva del club, ma soprattutto avrà il compito di entrare nel merito della situazione economica del Potenza. Con due obiettivi molto precisi: sanare la situazione debitoria del club e nel contempo valutare le eventuali offerte che dovessero arrivare sul suo tavolo di cordate ed imprenditori interessati ad acquisire la società rossoblù. Atteso che Vangone e Vertolomo, se non cambieranno idea un’altra volta, sono intenzionati a mollare al termine di questa stagione. E su questo punto noi nutriamo serissimi dubbi e grandi perplessità. Le intenzioni di Dionisio, esplicitate già nelle prime dichiarazioni alla stampa, sono abbastanza lodevoli e andranno nella direzione di portare il Potenza alla salvezza, di dare un’organizzazione decente alla società e di rapportarsi positivamente con le realtà della nostra città. A cominciare dal primo cittadino De Luca, dal tessuto imprenditoriale della città e  dai tifosi. Probabilmente, conoscendo le sue capacità in ambito sportivo,  l’obiettivo della conservazione della categoria non sarà un’impresa titanica perché ha già annunciato che a breve metterà a disposizione del tecnico Biagioni gli elementi che servono per innalzare la qualità dell’organico. A tal proposito per domani è attesa la risposta dell’attaccante Balistreri con il quale Dionisio ha già raggiunto un’intesa di massima. Contemporaneamente sono stati bloccati 3 giovani under, un 96 ed due 97  che a breve si metteranno a disposizione di Biagioni. Allo stesso tempo la sua presenza quotidiana servirà anche per dare al gruppo dei giocatori la necessaria tranquillità e sicurezza di avere un punto di riferimento che in questi primi quattro mesi di stagione è mancato del tutto. Crediamo, invece, che avrà grossi problemi nel ricucire lo strappo con i tifosi e nel tentativo di sanare la situazione debitoria del club. Sul primo punto c’è da dire una cosa semplicissima. Nicola Dionisio, aldilà delle sue buonissime intenzioni, rimane a tutti gli effetti un dirigente scelto dai due proprietari e che dovrà curare, innanzitutto, gli interessi di chi lo ha nominato manager del Potenza. Di conseguenza è molto evidente che un taglio netto con i due proprietari campani non c’è stato e non ci potrà essere. Come giustamente pretendono i tifosi che restano coerenti con le proprie decisioni e non gli possiamo assolutamente dare torto. Per loro V & V, se lo mettessero in testa tutti, non devono avere a che fare più con il Potenza. Ma, realmente e senza sotterfugi e operazioni di facciata  che possano nascondere altri fini. Compresa l’autogestione che è stata rilanciata da qualche buon tempone che pontifica da qualche pulpito.  Anche perché i tifosi stanno già dimostrando di avere loro a cuore le sorti del Potenza andando sempre in trasferta a sostenere la squadra. Ma soldi al duo presidenziale non hanno nessuna intenzione di darne più. Per cui Vangone e Vertolomo si devono rassegnare e crediamo che lo dovrà fare anche Dionisio, all’idea di poter avere i tifosi sugli spalti del Viviani. Se il nuovo dirigente Dionisio vuole riuscire in questa impresa ha una sola possibilità: accelerare le trattative per la cessione del Potenza ad un nuovo gruppo. E farlo subito. Oppure acquisti lui e non per finta il Potenza. Oppure faccia pressioni sul suo amico imprenditore Niutta che rimane interessato al Potenza a concretizzare l’acquisto. Ma capiamo bene che  tutte queste opzioni sono impossibili in tempi brevi e ci vuole il tempo necessario, ma non solo il tempo, per cui è verosimile che il suo lavoro richiederà un impegno gravoso e non può che essere  finalizzato alla prossima stagione. Per cedere il Potenza o quantomeno per attirare interessi  reali, ammesso che Vangone e Vertolomo non cambino idea, Dionisio deve ridurre al massimo i debiti nei prossimi quattro mesi. Ma ci chiediamo: con quali mezzi dovrà farlo?  Visto che le entrate, ossia gli incassi sono pari allo zero e senza contare che per fare determinate operazioni di transazione con tesserati o fornitori,  occorre anche la volontà delle controparti a rinunciare ad una parte dei crediti. Oppure un’altra possibilità è rappresentata dal ridurre al minimo i costi di gestione che già sono stati ridotti da Vangone quando ha svincolato tanti giocatori e non li ha sostituiti.  Dionisio ha annunciato l’arrivo di qualche pedina per cui è immaginabile che il barile non si può raschiare più di tanto. E poi quando si parla di debiti non bisogna dimenticare la parte più corposa che riguarda Iva, Irpef e Inail non versate, si dice, negli ultimi tre anni. Ridurre al massimo i debiti rappresenta l’unica via per rendere appetibile il Potenza. Ma ammesso che Dionisio riesca a fare questo miracolo, perché di un miracolo si tratta, siamo proprio sicuri che poi Vangone e Vertolomo cedano la società o più verosimilmente non si facciano ingolosire e decidano di continuare a gestire il Potenza programmando il terzo anno di guida della società lucana che si erano prefissati quando acquistarono il Potenza? Saranno quattro mesi molti impegnativi per Dionisio. Noi non vogliamo assolutamente scoraggiarlo nel suo tentativo ma abbiamo  detto come realmente stanno le cose. Anche se Dionisio ha voluto precisare che lui al 50 per cento deve rispondere ai proprietari, ma per la rimanente percentuale è totalmente dalla parte di chi ha a cuore le sorti del Potenza. Facendo passare anche un altro messaggio importante: la piena autonomia delle sue decisioni e di quelle dei suoi collaboratori, fattore che gli ha fatto accettare la proposta arrivatagli dai due presidenti. Non possiamo fare altro che aspettare e poi giudicare il suo operato.  Non comprendiamo, invece, l’eccessivo ottimismo del sindaco De Luca sul compito che attende Dionisio. Il primo cittadino non deve dimenticare che il nuovo dirigente è espressione di Vangone e Vertolomo che egli, non più tardi di qualche giorno fa, ha definito poco seri e per niente affidabili denunciando pubblicamente anche i mancati adempimenti dei due proprietari previsti dalla convenzione per l’affidamento della gestione dello Stadio Viviani. E dal sindaco De Luca stiamo ancora aspettando una risposta ufficiale al nostro invito di revocare la convenzione e quindi l’utilizzo dello Stadio Viviani per evidente morosità dei due presidenti del Potenza.  Se qualche cittadino di Potenza non paga le tasse comunali, scatta immediatamente  la cartella esattoriale per il recupero dei crediti. Non comprendiamo perché  a Vangone venga concesso tutto questo tempo per sanare le sue pendenze con il comune. Atteso che il termine per mettersi in regola era stato fissato nella convenzione entro il 12 dicembre scorso.