ROCCO ROSA

Non avevo né amicizia né frequentazione con Nicola Lovallo, ma come cittadino sono addolorato per la sua scomparsa e come cronista posso dire che la città perde una persona che l’ha saputa servire sempre, sia quando non aveva incarichi elettivi che da consigliere comunale e da assessore. Era animato da spirito di servizio per il suo territorio sia che si trattasse di contrada Cavaliere, sia che si trattasse di altre contrade che l’hanno visto per anni come una figura amica, disponibile , ma soprattutto attivo nel portare avanti le cose per tutti. Nicola Lovallo apparteneva a quella ristretta cerchia di consiglieri che amano stare più vicino alla gente che in Piazza sedile, e della gente portava al Comune le richieste, sempre sorrette da esigenze e problemi reali , di miglioramento dei servizi, che fossero la illuminazione pubblica oppure l’arrivo della telefonia ovvero lo stanziamento per fognature e per nuove condotte. Per anni è stato il rappresentante unico dei potentini che vivono in campagna e lo dimostrava , elezione dopo l’altra, la messe di voti che gli arrivava, spontaneamente e sinceramente. Quelle schede, se avessero potuto personalizzarsi, avrebbero portato accanto al nome del candidato, anche la scritta “Grazie Nicola, per quello che fai”. Lo ricordo personalmente per l’organizzazione del Presepio vivente a Contrada Cavaliere. Una iniziativa che porta dall’inizio la sua firma e che ogni anno lo vedeva, anche da assessore, sistemare il fieno nella capanna di Gesù bambino, recuperare oggetti antichi per adornare il Presepio vivente, dannarsi alla ricerca di costumi  per i vari personaggi, scovare pecore , tinozze per il vino,e tutto quello che serviva a rendere suggestiva la rappresentazione. Ha fatto politica sempre da una parte, sempre vicino ad una persona cui ha voluto veramente bene e che oggi più di tutti, lo sappiamo, avverte la mancanza di un calore amico coltivato al fuoco dell’affetto sincero . Persone così trascendono la sfera della politica e si ergono come figure umane di grande spessore, nelle quali concetti che sembrano superati come cuore, amicizia, fedeltà, solidarietà, sono declinati al massimo grado . Non l’ho frequentato, ma l’ho seguito e ammirato per quello che ha saputo dare all’agro potentino, con le sue presenze sempre umili, con la sua pazienza nell’ascoltare le persone, con la consapevolezza di portare con sé il fardello di una delega dei cittadini che lo inorgogliva e rendeva leggera la sua missione. Grazie Assessore, Grazie Nicola.