LUCIO TUFANO

 

Bisogna accogliere con estrema soddisfazione l’arrivo di un Assessore al centro Storico che rappresenta non solo una nuova l’attenzione del governo cittadino a questa parte della città ma il tentativo di convogliare in una sola responsabilità le tante problematiche legate ad un sano e corretto sviluppo.  E’ evidente però, come ho avuto modo di scrivere qualche giorno fa, per fare bene bisogna partire col piede giusto, con un primo gradino posto all’altezza giusta: che è la dimensione culturale del centro storico, come luogo di identificazione della città, come salotto urbano e come cuore pulsante di vita.

Si sa come le piazze storiche siano beni culturali, e piazza Prefettura, ancor prima “dell’Intendenza” e dopo “Mario Pagano” è la nostra Agorà che è parte centrale dell’Acropoli della città. La piazza non si tocca! Né va contaminata con le varie pacchianate, come mercati dell’usato, orge dei portatori, padiglioni e bungalow insignificanti, giostre e luna-park … esposizioni desolate di ambulanti di vecchi libri e giornali, con perimetri di pali moderni quasi a negare la sua storicità, quella delle grandi stagioni liriche e di moda, di epoche e regimi, i fanali a tre braccia del primo Novecento. Un perimetro di pali che tradisce e mortifica il perimetro naturale dei palazzi epocali.

E piazza Prefettura non è l’Arena di Verona, dove si tengono le opere liriche all’aperto ed altre manifestazioni. È impossibile pensare che a qualche metro di distanza dall’Opera di Parigi, o dalla Scala di Milano, o del San Carlo di Napoli, i teatri storici, si possono tenere opere come “La Traviata” o “I Pagliacci”.

Si smetta di ghettizzarla, fra l’altro, con chiusure e divieti, imprimendo al centro storico una ennesima mortificazione. È la piazza nel suo interesse a fare spettacolo. È l’alveo dentro il quale si è svolta la storia, tutte le storie, quella dei tempi degli uomini, le società e le generazioni, gli usi ed i costumi. La piazza non va toccata, va fruita solo per gli incontri, tutti, anche quelli degli affari e del progresso, della politica e della cultura, quelli degli anziani che ricordano e degli intellettuali che pensano, dei giovani che amano fantasticare ed incontrarsi, degli avvocati che discutono di pratiche forensi nei pressi dei tribunali.