Giovanni Benedetto

In una sala del palazzo del consiglio regionale Il Prof. Massimo Villone é intervenuto per parlare del tema:

 ” No all’autonomia che divide”

É un tema di viva attualità e che é figlia della riforma del titolo quinto avvenuta nell’anno 2001.

Prima della legge di revisione costituzionale n. 3/2001, le Regioni a Statuto ordinario  potevano esercitare il potere legislativo solo nelle materie tassativamente indicate nell’art. 117 Cost. e soltanto nei limiti di una legge-cornice statale ovvero dei principi fondamentali della materia (cosiddetta competenza concorrente).

Con l’entrata in vigore della legge di revisione costituzionale del 2001 la competenza a legiferare può essere:

esclusiva dello Stato, residuale delle Regioni e concorrente.

E sono aumentate le materie, contenute nell’articolo 117, di competenza regionale su cui possono intervenire con autonoma legislazione.

Il tema del riconoscimento di forme e condizioni particolari di autonomia per le Regioni ordinarie, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si è imposto al centro del dibattito sul rapporto tra Stato e Regioni dopo l’esito non confermativo del referendum sulla riforma costituzionale, anche a seguito delle iniziative intraprese nel corso del 2017 dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna

.E’ seguita la sottoscrizione – il 28 febbraio 2018 – di un accordo preliminare   per l’attribuzione di maggiori forme di autonomia ai sensi dell’art. 116, comma terzo, della Costituzione tra il Governo e le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Successivamente, altre regioni hanno avviato, in tale quadro, un confronto con il Governo.

Nel suo intervento il professore ha esposto una serie di argomenti: la ripartizione delle risorse, lo standard dei servizi, ( asili nido, trasporti, istruzione assistenza agli anziani, concessioni stradali e aereoportuali ecc.) accordi che le regioni potrebbero fare in piena autonomia anche con altri stati d’Europa.

Lo stesso accordo firmato, il 28 febbraio da Gentiloni, a camere sciolte e senza caratteri di urgenza, non depone bene a favore dell’unità nazionale sopratutto quando poi gli stessi provvedimenti passano in sordina.

Il disegno politico che attraverso le iniziative delle tre regioni del nord , cui ne stanno seguendo, secondo il professore, é tutto a vantaggio delle regioni più ricche e sviluppate.

Nella discussione é emerso che l’obbiettivo politico( incostituzionale) é quello di dividere il Nord dal Sud passando da una questione Meridionale a una Settentrionale.

E per fare un esempio si é citato il caso della Cecoslovacchia  dove la  divisione in repubblica Ceca e Repubblica Slovacca ( i primi industrialmente più avanzati e i secondi più arretrati  sul piano economico ) ha allargato la forbice , aumentato le differenze e le disuguaglianze. E la chiamano solidarietà!!