Più passa il tempo e più mi convinco che su istituti di partecipazione del cittadino, siano essi l’accesso civico, oppure la trasparenza, oppure le informazioni utili, ci stiamo prendendo in giro , una ennesima sottovalutazione di norme che il legislatore ha messo a disposizione, ma che la burocrazia ha relegato in soffitta perché culturalmente inadeguata ad applicarle. Cominciamo dalle URP, nate con tanto clamore e con dispendio di personale: un fallimento totale, salvi casi eccezionali dovuti non alla organizzazione degli uffici ma ad un personalissimo impegno di chi ha capacità di ascolto e riesce a trovare il modo per sintonizzarsi con le esigenze del cittadino. Nate vent’anni fa ,oggi non riescono neanche a cogliere gli stimoli nuovi e le nuove necessità che provengono delle nuove forme di comunicazioni e trovi ancora URP importanti  che ti danno appuntamento fisico allo sportello. Se vuoi mandare un suggerimento, una proposta, se vuoi fare una segnalazione, se vuoi denunciare un pericolo, deve recarti allo sportello perché, in un’epoca di posta certificata, semplicemente non riconoscono il tuo diritto ad usarla. Altro fallimento, il Difensore Civico che doveva fare da stimolo agli uffici per le cose che non funzionano,cioè doveva dare forza al diritto del cittadino rispetto a manifestazioni di noncuranza od arroganza del potere amministrativo. Sì è ridotto ad un passacarte, a domanda non risponde; la inoltra agli uffici e ne trasmette la risposta all’utente. Tanto vale andare di persona. Anche qui, una incomprensione del ruolo: bisognava che fosse Autorità terza, capace di mettere alla luce il malfunzionamento degli uffici, o la tracotanza del funzionario, oppure la lesione di diritti del cittadino. Portatemi una sola cosa che va in questa direzione e mi  cospargerò il capo di cenere. Terzo esempio, la rotazione dei dirigenti in posti considerati sensibili. Anche qui una legge senza sanzioni, che significa un occhiolino alla burocrazia. Si sono individuati gli uffici sensibili, si sono fatti ruotare le persone? No, ruotano gli assessori ma la burocrazia no, perché è diventata tutt’una con la sedia che occupa.  Se la PA vive oggi un momento di discredito incredibile è anche colpa di persone che non hanno capito che il servizio che svolgono è al cittadino e che a lui deve riferirsi in ogni fase,dalla rapidità delle risposte, all’ascolto, alla interpretazione corretta dei diritti di cui egli dispone. E’ un quadro generale, quello tracciato?. Al Sud ,si! Nel resto d’Italia assistiamo ad iniziative modernissime di apertura verso il cittadino, frutto della creatività di assessori e di Sindaci  L’Italia a due velocità è sopratutto nel modo di intendere l’amministrazione, se cioè essa è servizio oppure potere. Se solo sapessero ,questi ultimi, quanto incide poi il giudizio positivo di una Amministrazione efficiente efficiente nella valutazione di chi la rappresenta, forse sarebbero più attenti a questi temi.r.r.