Se un giorno qualcuno vorrà scrivere delle occasioni perse  dalla Basilicata   dovrà necessariamente aprire il capitolo dell’alta capacità Napoli-Bari e chiedersi perché dal progetto originario che lambiva la Basilicata si è passati ad un progetto definitivo 40 chilometri più a nord, che ha finito col tagliare completamente fuori la parte nord della regione.  Gli interessi di due regioni si sono saldate in questa scelta, mentre la terza ha navigato nell’ignoranza degli avvenimenti e nell’incapacità di alzare il proprio sguardo oltre l’orizzonte . Così che non ha fatto nemmeno rumore il declassamento del nodo di Battipaglia e la marginalizzazione della Salerno-Potenza-Taranto cui i pur massicci interventi previsti per la velocizzazione renderanno forse più vicino Roma per il traffico passeggeri ma poco o nulla aggiungeranno sul piano degli input economici e dello sviluppo del territorio, a meno che non si recuperi la variante per la valle di Diano, aggirando le montagne del Murese. E il fatto che si aspettino questi interventi come risolutivi ai fini dello sviluppo, senza aggiungere , integrare o contestare alcunchè, è il segno di una insufficienza pianificatoria delle infrastrutture che parte da lontano e che perdura ancora oggi, nonostante oggi ci siano  le opportunità finanziarie per salvare il salvabile e agganciare i vagoni dello sviluppo. Parleremo in altra sede del tracciato alternativo alla Potenza Battipaglia e alle conseguenze che le diverse opzioni offrono. Quello che oggi va sottolineato è che il solo vero intervento capace sulla carta di suscitare impulsi economici e di valorizzare le opportunità di sviluppo del territorio che attraversa è la tratta Potenza -Foggia, COSTO 283 MILIONI (FINANZIAMENTO 200 milioni) ma che se utilizzati in funzione della necessità primaria di raccordare il Nord della basilicata col corridoio adriatico , potrebbero rivelarsi parte di un buon investimento per le comunità lucane. Il problema è però sempre lo stesso: chi guarda agli interessi della Basilicata, chi interloquisce con RFI, chi porta avanti le scelte che servono?. Ebbene, sono dieci anni che in ordine ai miglioramenti da pretendere sulla Potenza Foggia , il dibattito tra chi mastica veramente la materia ha posto alcuni temi:

  • l’esigenza di svolgere un ruolo di collegamento rapido ed efficiente a media distanza tra l’area del Potentino, il Vulture ed il polo di Foggia, il relativo aeroporto e con il terminale dell’Alta Velocità e l’immissione sulla dorsale Adriatica;
  • l’esigenza di assicurare un collegamento di tipo metropolitano tra l’area del Potentino ed il Vulture e tra il Vulture ed il Foggiano, quindi con la capacità di servire gli insediamenti dislocati lungo tale corridoio e su cui gravita circa il 30% della popolazione Regionale e più del 40% di quello della provincia di Potenza;  
  • la necessità , fissata anche in un ordine del giorno del Consiglio regionale, di potenziamento infrastrutturale dell’area di San Nicola di Melfi,  attraverso una variante di tracciato della tratta ll Potenza-Melfi .Foggia che consenta la realizzazione di un nodo passeggeri e merci in prossimità dello stabilimento, capace di connettersi in pochi minuti al corridoio Ten-T dell’alta velocità Napoli-Bari, consentendo altresì il riutilizzo della linea esistente come interconnessione tra tutti i Comuni del Nord Basilicata e l’area industriale, a beneficio di pendolari e residenti in una visione di città diffusa interconnessa da un sistema di mobilità sostenibile.
  • la previsione di raccordarsi mediante una serie di opere complementari a importanti polarità di tipo storico e turistico ambientale ( dal Castello di Lagopesole ai laghi di Monticchio, agli abitati con i relativi centri storici di Rionero, Melfi , Atella e altri comuni del Vulture interessati; nonchè a  tutto il sistema a nord della città, dall’area di Sarnelli all’area produttiva di Nicola di Pietragalla, al polo di Avigliano Lucania con i relativi impianti sportivi, i poli ospedalieri ed universitario fino al terminale di Potenza Centrale.In definitiva, l’ipotesi sulla quale lavorare è quella di dare vita attorno all’intervento portante del collegamento ferroviario, un progetto di piattaforma territoriale a scala interregionale con le finalità di agganciare il Vulture ed il Potentino alla dorsale di collegamento Tirreno-Adriatico, posta in opera tra Salerno e Foggia con i relativi prolungamenti per Napoli e Bari. Il dibattito sul pIano strategico regionale che è stato strozzato sul nascere avrebbe dovuto mettere a fuoco questioni , come si vede, di estrema importanza e stabilire un nuovo punto di partenza per iniziative politiche e istituzionali per raccogliere il meglio in termini di efficienza e di produttività degli interventi, atteso il fatto che è assolutamente sbagliato dare deleghe in bianco a chi queste cose deve farle.  Ma la politica è così concentrata sul giorno per giorno che i treni sotto la finestra passano e nessuno se ne accorge. Rocco Rosa