PATRIZIA BARRESE

Il fuoco divampa e le cortecce danzano scoppiettando,  

di zuccheri odorosi inonda l’aria,

 spezie candite brillan come stelle

tra un canto che riecheggia e che risuona

tra le mani scarne ad impastar di vino

l’impasto morbido e divino.

Di magia pura fin sotto i rami

pullulan i dolci d’un tripudio di colori,

la mandorla affolla inferocita

i decorati stampi di velo tra le dita

a raccontar di tempi svaniti

tra canti festosi, sorsi e antichi riti.

La tavola d’incanto è un quadro vivo

tra incensi e ceri che scrutan nella notte ,

i morsi scivolan lieti tra i ricordi in core.

la lingua parla di gioia e nostalgia

con la granella incastonata al madido biscotto

e la cannella a mescolar i sensi d’amato gianduiotto.

I torroni delizian palati e suoni

il vin brulè scalda vivo sorsi e canzoni

tra fette candide e guarnite

di aromi languidi e brezza d’acquavite

al focolare caldo d’un camino spettinato

su selci ardenti e legno scarnito.

Ogni boccone è sogno e scintilla di magia,

il caloroso morso a perdifiato

tra spennellate schegge al cioccolato

ove i bambini ridon a mani nude

di deliziose praline che rotolan nude

agli occhi del mondo, fermo ad osservare.

Ma è la luce del re e della poesia

a recar con sé la tradizione e l’armonia,

a rinnovar speranze e gustose sensazioni,

di canditi asprigni, uvette e panettoni,

nell’incanto d’un Natale che viaggia da oriente a levante

sotto il cielo stellato e la luna crescente.

E mentre fondon briciole e sapori,

tra storie sghembe e rime ardimentose

tintinnan i calici tra creme voluttuose,

a gustar sinuoso il cupolone

il pullular d’agrume il panettone

e sospirar di gusto e miele vanigliato

 tra le delizie infinite del creato.