rocco sabatella

 

La notizia più importante, oltre al fatto che si ricomincia a giocare, è senza dubbio la possibilità che oggi possano assistere alla partita tra Potenza e Triestina, valevole per il primo turno della coppa Italia Tim, mille spettatori. Ossia il 20 per cento della capienza del Viviani. Il ritorno dei tifosi sugli spalti dello stadio potentino è il frutto di un’ordinanza del governatore Bardi. Ovviamente la partecipazione del pubblico alla partita sarà consentita nel rispetto delle misure di sicurezza previste, tra le quali la distanza di almeno un metro tra gli spettatori, l’utilizzo della mascherina e l’obbligo della misurazione della temperatura corporea all’ingresso, temperatura che non deve superare i 37,5 gradi. I settori aperti saranno la tribuna e i distinti. Il compito di far rispettare tutte le misure di sicurezza onde evitare pericolosi assembramenti in tutto lo stadio toccherà ovviamente al Potenza che è il gestore del Viviani. La prima partita ufficiale del Potenza della stagione 2020/2021, purtroppo, ricomincia ancora sotto i segni del covid 19. Una costante che caratterizzerà anche la stagione che inizia oggi o almeno si spera solo il periodo iniziale. C’è una grande voglia da parte di tutti di tornare alla vita normale e di togliersi dalle scatole il coronavirus. Ma, purtroppo, ci vorrà ancora del tempo per liberarsi del sars 19. Anche perché tutto quello che sta succedendo nel mondo con l’aumento generalizzato dei contagi, non è altro che la seconda ondata, ampiamente prevista, del fenomeno coronavirus. Dalla quale l’Italia si sta difendendo davvero molto bene, come le ha riconosciuto l’Organizzazione mondiale della sanità, rispetto a tanti altri paesi che sembrano ritornati ai mesi bui di marzo e aprile scorsi, quello per intenderci del lockdown, dei lutti, degli ospedali strapieni di malati di coronavirus, dei sacrifici immani da parte dei medici e degli infermieri per curare le persone affette dalla malattia. Rispetto a giugno, luglio e agosto scorsi, mesi nei quali si giocò e si concluse la stagione  nei campionati professionistici con le gare giocate rigorosamente senza pubblico, un piccolo passo avanti è stato fatto con la decisione di far accedere nelle gare di serie A mille tifosi a partire dalla prima giornata che si è giocata il week end scorso. Quasi sicuramente la stessa misura sarà adottata anche per la serie B e la C. Come ha giustamente richiesto il presidente federale Gravina al governo. Che, con il ministro Spadafora, sta lavorando per arrivare alla identica decisione ma a partire dal 7 ottobre quando arriverà un nuovo Dpcm. Quindi la serie C dovrà aspettare qualche giorno in più per avere i mille spettatori in campionato. E precisamente quando mercoledi 7 ottobre si giocherebbe la terza giornata del campionato. E il Potenza ospiterà al Viviani la Casertana secondo calendario. Usiamo il condizionale perché il torneo potrebbe slittare a causa  dello sciopero proclamato dall’Associazione calciatori per sabato e domenica prossima per protestare contro la decisione di limitare le rose della serie C a soli 22 elementi. Per cui, se non i saranno novità tra domani e giovedi, ovvero decisioni della Figc tese a riportare gli organici da 22 a 24 elementi, la Lega Pro dovrà rinviare la partenza al primo week end di ottobre. Inoltre, crediamo improbabile che il duro muro contro muro tra il presidente della Lega Pro Ghirelli e quello dell’associazione calciatori Calcagno possa proseguire troppo a lungo. Qualcuno dovrà, per forza di causa maggiore, fare decisamente qualche passo indietro. Certamente il passo indietro non lo farà il sindacato dei calciatori senza i quali le partite non si possono giocare. Né è valso a scongiurare il pericolo dello sciopero la minaccia del presidente Ghirelli di assegnare alle squadre che non si presentano in campo lo 0 a 3 a tavolino.  Questo perché, atteso che la totalità dei calciatori aderirà alla protesta, non è pensabile assegnare partita persa a tutte e 60 le squadre della Lega Pro. Lo stesso Ghirelli è stato più morbido successivamente quando, pur accusando l’Aic di “irresponsabilità”, ha aperto al dialogo:” proveremo a riannodare le fila del discorso perché non ci possiamo permettere altri rinvii”. Quindi è naturale aspettarsi qualche opera di mediazione che vada nella direzione di soddisfare le richieste dell’Associazione calciatori. Che mira a recuperare, con gli organici riportati almeno a 24 elementi, altri 120 contratti tra i professionisti. Solo in questo modo si potrà dare inizio al campionato di serie C.

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