La “lucanica “ torna a casa. Come per la trafugazione di opere d’arte anche certe peculiarità gastronomiche sono state portate altrove, espropriate da imprenditori che conoscono il valore di certi prodotti e  quali si appropriano delle ricette non custodite sotto certificazione di origine. Se troviamo che in Sardegna producono il canestrato di Moliterno e a Roma producono la salsiccia di Picerno, o ci diamo da fare per difendere i nostri prodotti oppure questi fanno la fine dei ritrovamenti archeologici che abbelliscono le case tedesche e quelle americane. La Lucanica, dicono gli storici è arrivata a Roma portata dai pretoriani ai quali era apparsa una magia il fatto che la carne suina macinata con sale, spezie  e peperoncino venisse insaccata nelle budella e appesa per l’essiccazione. Nel centro Italia la Lucanica è prodotto gastronomico molto apprezzato, solo che i suini non sono di queste parti, ma provenienti da tante parti d’europa dell’Est ( non so se mi spiego). C’è voluta una battaglia ultradecennale per arrivare  al riconoscimento del luogo di produzione e oggi l’esito di questa lunga vertenza viene finalmente condivisa con la stampa. Da ora in poi la Lucanica ha un suo disciplinare, un suo brand , e una sua collocazione geografica, E’ una salsiccia prodotta da parti nobili del maiale,macinata a grana grossa con coltello, insaporita con spezie del luogo ( il finocchietto selvatico  ed avviato alla stagionatura in ambienti a temperatura e umidità controllate. Oggi , accanto all’Assessore Braia, ci saranno imprenditori che ci hanno creduto e che hanno operato per l’atteso riconoscimento. Ma è solo la prima tappa di una vicenda che deve vedere una politica di aggregazione delle risorse, di creazione di un distretto dei salumi, di unificazione delle procedure, di marketing organizzato per associare questo prodotto alla diversità lucana, alla sua tipicità, alla sua eccellenza nel settore della gastronomia. Se un prosciutto di Modena ha fatto tanta strada lo si deve a questi fattori: capacità di consorziarsi, idee innovative e certificazione della qualità. Siamo troppo piccoli per fare da soli, ma se il risultato è che ci fregano i prodotti , allora dobbiamo svegliarci. Il merito di questa stagione della politica agroindustriale è che tanti tasselli si mettono a posto, ma il quadro completo ancora non si vede nella sua presumibile bellezza Rocco Rosa

oggi la conferenza stampa

Una conferenza stampa in cui saranno comunicati tutti i dettagli relativi all’uso del marchio per la Lucanica di Picerno Igp, autorizzato dal MIPAAF è convocata dall’assessore alle Politiche agricole e forestali Luca Braia e dal presidente del Consorzio Lucanica di Picerno Giovanni Lettieri per domani, martedì 3 luglio, alle ore 10.30 presso la sala riunioni del Dipartimento Agricoltura, Potenza (IV piano). 

La Lucanica di Picerno – spiega il Dipartimento Politiche agricole –  aspettava da oltre 10 anni lo sblocco dell’iter per il riconoscimento ufficiale della Indicazione geografica protetta che si concluderà nel mese di settembre. 

Parteciperanno oltre Braia e Lettieri, il professor Ettore Bove dell’Unibas, l’assessore all’Agricoltura del Comune di Picerno Nicola Figliuolo e i rappresentanti degli imprenditori coinvolti nella produzione del salume. Sono altresì invitati i sindaci dei 14 comuni dell’areale di produzione della Lucanica di Picerno, APT, Camera di Commercio di Potenza, API e le Associazioni di Categoria.

 

foto di copertina dal blog SaporideiSassi

foto internaa. salsiccia a catena di cancellara, dal sito mondo del gusto