La “lucanica “ torna a casa. Come per la trafugazione di opere d’arte anche certe peculiarità gastronomiche sono state portate altrove, espropriate da imprenditori che conoscono il valore di certi prodotti e quali si appropriano delle ricette non custodite sotto certificazione di origine. Se troviamo che in Sardegna producono il canestrato di Moliterno e a Roma producono la salsiccia di Picerno, o ci diamo da fare per difendere i nostri prodotti oppure questi fanno la fine dei ritrovamenti archeologici che abbelliscono le case tedesche e quelle americane. La Lucanica, dicono gli storici è arrivata a Roma portata dai pretoriani ai quali era apparsa una magia il fatto che la carne suina macinata con sale, spezie e peperoncino venisse insaccata nelle budella e appesa per l’essiccazione. 
oggi la conferenza stampa
Una conferenza stampa in cui saranno comunicati tutti i dettagli relativi all’uso del marchio per la Lucanica di Picerno Igp, autorizzato dal MIPAAF è convocata dall’assessore alle Politiche agricole e forestali Luca Braia e dal presidente del Consorzio Lucanica di Picerno Giovanni Lettieri per domani, martedì 3 luglio, alle ore 10.30 presso la sala riunioni del Dipartimento Agricoltura, Potenza (IV piano).
La Lucanica di Picerno – spiega il Dipartimento Politiche agricole – aspettava da oltre 10 anni lo sblocco dell’iter per il riconoscimento ufficiale della Indicazione geografica protetta che si concluderà nel mese di settembre.
Parteciperanno oltre Braia e Lettieri, il professor Ettore Bove dell’Unibas, l’assessore all’Agricoltura del Comune di Picerno Nicola Figliuolo e i rappresentanti degli imprenditori coinvolti nella produzione del salume. Sono altresì invitati i sindaci dei 14 comuni dell’areale di produzione della Lucanica di Picerno, APT, Camera di Commercio di Potenza, API e le Associazioni di Categoria.
foto di copertina dal blog SaporideiSassi
foto internaa. salsiccia a catena di cancellara, dal sito mondo del gusto