Patrizia Morano

DI PATRIZIA MORANO*

Era da tempo che speravo di sentire “il fischio del treno del cambiamento”. Poi arrivò netto, chiaro, impossibile da ignorare. Il treno non prometteva certezze, ma portava con sé qualcosa di più importante: opportunità. Il fischio si fece più acuto, le porte si aprirono e, con un piccolo gesto di coraggio, decisi di salire per fare esperienza di un qualcosa che stava nascendo dal basso, per condividere la bellezza dei pensieri di chi era già su quel treno. Poi la notizia del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (P-SNAI 2021-2027), approvato con grande ritardo nel marzo 2025 e pubblicato con “discrezione”, un piano che mette in discussione i Principi repubblicani, ma che nessuno ne parla, tranne qualche giornale, o ne parlano semplicemente sottoforma di slogan. A pag. 45/46 del documento si legge: “Queste aree (le aree interne) non possono porsi alcun obbiettivo di intervento di inversione di tendenza, ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da renderlo socialmente dignitoso per chi ancora vi abita”. La nuova linea di indirizzo strategico dello Stato, verso centinaia di comuni italiani per lo più montani, collinari o rurali, rappresenta un cambio di “paradigma” devastante, pianifica il declino e lo accompagna come se fosse la normalità. Eppure in queste aree ci sono tante potenzialità inespresse, tutto un mondo da scoprire e da vivere, capace di attrarre e di far rivivere i nostri piccoli borghi. Dunque, quel treno, tanto sognato, esiste veramente, non uno, ma tanti in corsa, difficili da frenare, perché alimentati dall’amore per il proprio territorio, pronti a fare rete, al fine di innescare un processo condiviso di rigenerazione, capace di generare nuove opportunità in termini di turismo sostenibile e di outdoor. Tante sono le Associazioni presenti sul territorio, la cui professionalità è stata anche riconosciuta a livello istituzionale, infatti tutte le iniziative promosse sul  territorio, in particolare, da cinque Associazioni promotrici (ASD Pollino Bike, ASD Bike Explorer, ASD Basilicata Bike Trail, Sirino Gravity, ASD Team Alto Bradano), sono state mappate dall’APT Basilicata, al fine di rafforzare il prodotto cicloturistico, considerato il suo potenziale a livello di sviluppo, e al fine di rafforzare un processo di aggregazione territoriale già avviato in occasione della fiera di Bologna 2025. Queste stesse Associazioni spesso si sostituiscono alle Istituzioni perché, come più volte sottolineato anche dallo stesso Direttore dell’APT Basilicata, Margherita Sarli, la passione si trasforma in un vero e proprio lavoro di volontariato per la pulizia ad esempio dei tracciati. Inoltre, le Associazioni, si preoccupano di organizzare anche corsi mirati alla progettazione e manutenzione dei sentieri per lo sviluppo cicloturistico come il corso IMBA Italia sul “trail building” (23-24 maggio 2025) a Lauria, organizzato dall’Associazione Sirino Gravity, novità assoluta per il Sud Italia. Tutto questo fermento dal basso non può essere taciuto: Associazioni come  MEDinLUCANIA, nata da più di due anni  e che continua a crescere con l’energia di chi crede che il cambiamento sia possibile, che si impegna a promuovere il civismo come valore fondamentale per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio lucano, facendo emergere le sue potenzialità e i talenti di cui la nostra Regione è ricca,  ha voluto dare spazio e voce sul “MED Magazine 2” a Sirino Gravity, “un treno in corsa” che inizia la sua attività nel 2023 grazie ai “magnifici 6” (Dino Berardone, Alessandro Cozzi, Pietro Ielpo, Antonello Luglio, Daniele Luglio e Rocco Panetta), animati da una comune passione, la montagna da vivere e far vivere, con l’unico obbiettivo: trasformare la propria terra in un valore reale, diffondere la cultura della montagna e incentivare un turismo sostenibile e partecipato per il comprensorio del Monte Sirino, attraverso strategie condivise, creando alleanze fra tutti gli attori presenti sul territorio, coinvolgendo la comunità locale, generando opportunità. I “magnifici 6” portano con sé il sogno di un futuro possibile per il Sirino, dalla sua altitudine immaginano il domani, un domani che vorrebbe negare una classe politica “distratta”,  una classe dirigente spesso incapace di progettualità, di una strategia di sviluppo innovativa a misura di territorio, di una programmazione seria ed  efficace per un territorio che vive un disarmante calo demografico, segnato dalla fuga delle nuove generazioni che, rassegnate, partono con sé un biglietto di sola andata, con le valigie cariche di sogni da realizzare altrove, con la convinzione che la loro terra non offre nulla. Ne sono convinti anche coloro che hanno il dovere di invertire la rotta, di rivitalizzare le aree interne con scelte politiche, interventi e provvedimenti mirati; di sostenere tutte quelle belle progettualità vincenti sul campo che, nonostante tutto, chi ha deciso di restare “camminando”, cerca di portare avanti con passione. Invece, l’ingente mole di risorse finanziare non ha creato un effetto moltiplicatore, le risorse finanziare, arrivate a pioggia, sono state spese secondo programmi e linee di investimento locale spesso senza criterio e senza capacità, ma semplicemente per mantenere in piedi un sistema consolidato. Quanti errori, quante visioni sbagliate e oggi i “distratti lucani” e il Governo Meloni vogliono anche far credere che l’unica strategia possibile per le nostre aree interne è la rassegnazione, l’abbandono, le cure per una “scomparsa silenziosa”. Mentre, Aniello Ertico nel suo articolo “Quattro ragioni per andarsene, una per restare, nessuna per tornare” suggerisce, in particolare ai giovani, che l’unica ragione per restare è: “Reimparare ad aggiustare quel che non funziona e poi aggiustarlo per davvero”. Si tratta di una vera e propria lotta di civiltà nel senso che o lo facciamo o scompariremo davvero secondo le linee giuda del “P- SNAI 2021-2027”. Dunque bisogna dare voce a tutte le realtà che nascono dal basso per affermare con forza che siamo vivi e vogliamo vivere, perché è in quelle energie che si misura la vitalità di una comunità capace di futuro. Le Istituzioni devono imparare ad ascoltare queste voci non solo per legittimarle, ma per costruire; ciascuno di noi, superando la stagnazione, la frammentazione, il familismo deve credere veramente che i nostri borghi hanno le caratteristiche della vita futura, deve scoprirsi opportunità, deve guardare al territorio con occhi nuovi, sfruttando l’“arretratezza” dei luoghi, cambiando “paradigma” per restare, per ritornare, per andare verso il futuro.  MEDinLUCANIA si propone di spezzare “il paradigma” che da sempre governa la Basilicata, di spezzare il “paradigma” che vorrebbe inaugurare il Governo nazionale, cercando di innescare una vera e propria rivoluzione culturale attraverso varie iniziative, lavorando con energia e con una nuova visione per dar vita a un progetto ambizioso, orientato al futuro,  proponendo quel salto necessario che porterebbe la nostra Regione, con le sue peculiarità e le sue contraddizioni, a realizzare le sue speranze, con una visione di Basilicata al centro del Mediterraneo, aperta verso l’esterno. Anche i “magnifici 6” di Sirino Gravity provano ad innescare un nuovo “paradigma” culturale, organizzando il 23 maggio 2025 a Lagonegro, presso l’ Azienda Sun Ballast,  un evento dal titolo “I sentieri come mezzo di sviluppo dell’area”, un tavolo tecnico che vede la presenza delle Istituzioni per condividere una visione comune di crescita e di valorizzazione in termini di outdoor e turismo sostenibile e per sottoscrivere un Protocollo di intesa con Regione, Ente Parco Appennino Lucano, APT Basilicata, Gal “La Cittadella del sapere”, il Presidente e i Sindaci dell’Unione dei comuni del lagonegrese, l’Associazione IMBA, Associazioni di categoria e privati. Dunque, dal basso una proposta per trasformare luoghi e territori in valore, che le Istituzioni hanno saputo riconoscere, dando dignità ad una delle tante esperienze vive, profondamente radicate nella vita delle comunità. Un esempio di chiaro civismo l’evento “I sentieri come mezzo di sviluppo dell’area”, un esempio di cambio di rotta delle Istituzioni, in risposta ad una classe politica assente che è chiamata a rivedere le sue scelte, mettendosi soprattutto in ascolto del territorio, perché solo dall’ascolto nasce il fare rete e, solo nella rete, il cambiamento si radica e si moltiplica. Le Istituzioni, in questo modo, possono diventare non il punto di partenza, ma il frutto di un processo partecipato e dinamico, perché diventano strumenti vivi che apprendono e crescono insieme ai territori, generando risposte nuove, sostenibili e condivise e non verdetti senza cognizione di causa. Diventano strumenti al servizio del cambiamento per una crescita economica, nel rispetto dei Principi costituzionali, rimuovendo e non “consacrando” gli ostacoli che limitano l’uguaglianza di tutti i cittadini. Tessere connessioni secondo una nuova visione deve guidare il “fare”, una nuova governance territoriale basata sulla collaborazione, deve orientare le scelte: le bellezze e le opportunità del territorio, una volta riconosciute, divulgate vanno vissute, creando legami per dare forza e capacità di durata nel tempo, per innescare quel processo necessario, per poter continuare a restare e far ritornare. Ogni idea che nasce si realizza solo se c’è sinergia, se si creano relazioni autentiche, relazioni che possono essere autentiche se animate da stessa passione, stessa visione, stesso amore per il proprio territorio. Ancora una volta Sirino Gravity offre un esempio di come si può generare sinergia: crea l’evento “Sirino Wild Adventure 2025” che si è svolto il 6 luglio 2025 e invita a collaborare l’Associazione Ciclostile con un format avventuroso “Basilicata Bike Travel”, per far vivere ed esplorare luoghi, per far ascoltare storie “in piena libertà”. Un’ esperienza “totale” per guardare i luoghi con occhi nuovi, un’esperienza che dovrebbe vivere la nostra classe dirigente, la nostra classe politica per connettersi con l’ambiente circostante, per creare legami e occasioni reali di confronto e riscrivere una strategia per le aree interne a misura di territorio, non “per assicurare un declino dignitoso”, ma per dare dignità a chi vive quelle aree, che resiste nonostante le promesse disattese, le false partenze, perché crede  fortemente in ciò che gli appartiene e sa di essere un valore aggiunto.  Cuore pulsante della Basilicata sono le energie e i sogni delle donne e degli uomini che la abitano con amore ogni giorno. Anime silenziose che camminano tra ulivi secolari, calanchi, montagne, pietre che raccontano storie, anime che in ogni gesto quotidiano si riscoprono ricchi di opportunità e provano a costruire, da protagonisti, con dignità e con coraggio, un futuro per restare. Questa è la Basilicata da ascoltare e da questa le Istituzioni devono partire per “pensare” in sinergia e per “fare” una strategia con degli obbiettivi ben precisi, con persone che sanno cosa significa fare turismo, un’alternativa al P-SNAI 2021-2027, contro ogni forma di clientelismo, contro ogni pretesa di “genitorialità”, contro ogni forma di campanilismo, affidando ad ogni attore un ruolo ben preciso, il suo ruolo. Il progetto di valorizzazione turistica, culturale e territoriale “Coast to Coast” nasce da una nuova visione, dalla sinergia tra enti, territori e comunità, coinvolgendo in un’azione integrata il CAI di Lagonegro sez. “ G. De Lorenzo”, il GAL “La Cittadella del Sapere”, il Flag Coast to Coast con i contratti di Fiume della Valle del Noce e del Sinni e i 13 comuni tappa del percorso che unisce il Mar Tirreno con il Mar Jonio attraversando paesaggi, borghi e identità locali di grande fascino da connettere, eventualmente, con altri territori che si trovano sull’asse. Ma una pianificazione attenta delle linee programmatiche include fondi specifici alle Associazioni attive sul territorio interessato dal percorso, perché, solo in questo modo, può rappresentare una scelta strategica e di valore. Inoltre le Istituzioni “presenti”, devono affiancare all’ascolto del territorio un’attenta azione di monitoraggio, al fine di generare sviluppo reale e sostenibile. Ad esempio, le carenze infrastrutturali limitano l’efficacia e la competitività di un “sistema turistico; un format di promozione se non nasce dall’ascolto del territorio, non valorizza le sue unicità, non genera valore e narrazione condivisa, non sarà mai efficace. Ben venga la campagna di comunicazione e di marketing, che ha preso il via in questi giorni, da parte dell’APT Basilicata, in sinergia con il Dipartimento Ambiente, per costruire un’immagine forte, autentica e attrattiva nel tempo, per mettere in rete territori, per sensibilizzare operatori turistici e ricettivi che devono essere pronti ad accogliere, per creare rete con i Parchi nella promozione dei cammini e delle nostre ciclovie. In Particolare, il Piano del Parco Nazionale del Pollino, approvato in questi giorni dopo trent’anni, può rappresentare uno strumento fondamentale per la tutela e lo sviluppo del territorio, la base su cui costruire una nuova fase di sviluppo per i nostri territori fondata su equilibrio, sostenibilità e visione a lungo termine. Tutti gli attori, nel rispetto dei ruoli, in ascolto dell’eco che si alza forte dal basso, possono costruire un’alternativa e trasformare il “cronicizzato declino” annunciato in rigenerazione. Non l’estinzione, ma resistere per lasciare un’eredità alle nuove generazioni. Per fortuna ci sono giovani che restano e continuano ad investire nella loro terra; le comunità si organizzano in comitati, il Comitato Val Sarmento è un esempio, nato per la promozione e valorizzazione della Valle, che mette insieme i 6 comuni di appartenenza (San Giorgio Lucano, Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese e Terranova di Polino) per ragionare, insieme, uno sviluppo socio-economico ancora possibile. Dal basso arrivano segnali di vita, dal basso può partire una narrazione nuova fatta di visioni, coraggio e futuro, perché chi ha imparato a sognare non rinuncia ai suoi sogni, non si rassegna, dà le sue risposte a un Governo che ha interesse a liberarsi di un “peso”, piuttosto che riflettere sul valore aggiunto di quel “peso”. Sono salita su quel treno, “il treno del cambiamento”, e continuerò il mio viaggio, perché il biglietto è quello giusto, parla di futuro, di visione e di coraggio. Sopra c’è scritto con chiarezza: “Verso un futuro possibile, senza mai smettere di sognare”.

  • Coordinatrice MEDinLUCANIA per la Val Sarmento