Ieri ennesima riunione del centrosinistra ed ennesimo nulla di fatto. Anzi, con qualche assenza significativa, come quella di Valvano che, da un pò di tempo, si è messo a suonare la campanella per richiamare l’attenzione degli altri sui temi che bisogna affrontare e sui litigi che bisogna fermare. Quella del Sindaco di Melfi è una posizione chiara: non solo è  l’unica voce  di un certo peso politico che insieme a quella di Bolognetti si è alzata in difesa dell’indagato Pittella, ma è anche la persona che più degli altri si muove per rilanciare l’azione del centrosinistra in un’ottica di profondo rinnovamento. Si perchè il Centrosinistra come sommatoria di quello che c’è è destinato a perdere, e lo dimostra da un lato il silenzio dei leaders che sembrano tutti emigrati in Australia e dall’altro l’incapacità di progettare una intelligente reazione a quello che in basilicata sta succedendo. Il problema è questo. O si capisce che bisogna far partire una fase nuova ,nella quale il peso delle proposte e il valore delle facce riescano a fronteggiare il fuoco concentrico che arriva sul Centrosinistra da destra e  dai cinque stelle , oppure è meglio andare per la propria strada, anche perdendo ma salvando la faccia.  Ora, con un Pd che ancora litiga su tutto e che ha ancora il coraggio di candidare nel partito  congiunti di esponenti di primo piano, quasi come si trattasse di  una partecipazione azionaria; con un pd che al Comune di Potenza continua a fare tutto e il contrario di tutto, con esponenti regionali che , dimentichi delle macerie in cui si muovono, hanno il coraggio di proporsi come alternativa a se stessi , quasi che venissero da un altro mondo, la posizione di Valvano non è per niente assurda. Oggi che il quadro regionale si va chiarendo e che, come avevamo previsto da mesi, non propone una ipotesi di coalizione gialloverde , c’è la necessità di un centrosinistra che lavori sulla scommessa di cambiamento, con una dirigenza che abbia il senso dell’emergenza, la coscienza di un sistema che è sostanzialmente ridotto alla gestione del potere, la capacità di mettere in primo piano persone giovani e capaci che non sono espressione dei vertici societari ma della base societaria. Non è tutta la ricetta, ma è un preambolo senza il quale, qualsiasi ricetta produrrà la solita frittata. Nei momenti difficili si capisce chi ha coraggio e chi no, e solo chi ha il coraggio di prendere atto della realtà, senza finzioni, senza mistificazioni, senza autoassoluzioni, può pensare di avere un ruolo anche dopo. E’ finito il tempo di un partito e di una coalizione come consiglio di amministarzione di una società in cui ognuno alza la voce per i dividendi. Oggi bisogna partirte da una società che è in via di liquidazione e che ha bisogno di buttare tutta l’energia e il know how su un modo nuovo di fare politica. . Rocco Rosa