L’operazione di Salvini di chiedere agli italiani di comprarsi parte del debito nazionale poteva essere una buona idea, ma lo stesso Salvini l’ha fatta naufragare sbagliando i tempi e invertendo l’ordine dei fattori. Qualunque potesse essere l’entità degli acquisti di titoli di stato che i cittadini avrebbero fatto , questo Governo avrebbe dato un messaggio forte ai mercati facendo intravedere la strategia di un governo che non vuole dipendere dalle regole europee e si attrezza per cambiarle. Magari avrebbe potuto usare anche un po’ di spregiudicatezza nel lanciare l’operazione “oro alla patria 2”, facendo intravedere una nuova operazione di rientro di capitali a condizioni particolarmente vantaggiose e con la garanzia di anonimato delle ricchezze che tornano, alla sola condizione che non servano però per altre operazioni all’estero. Una cosa spregiudicata portata all’insegna del bene del Paese, senza remore morali e senza le riserve ipocrite di chi non sapendo combattere corruzione e malaffare si trincera dietro una falsa moralità. Magari lo stesso Di Maio gli avrebbe potuto dare una mano  portando avanti l’idea di trasformare parte delle pensioni alte in un prestito forzoso in titoli di stato da restituire in dieci anni a tasso zero. Prestito forzoso che fu fatto nel 99 alla vigilia dell’entrata in europa e che è stato restituito senza interessi nel giro di tre anni, credo. E ci poteva stare altre idee , una migliore dell’altra, per trasformare  la decima parte di questo enorme patrimonio privato in una operazione di consolidamento dei fondamentali italiani. Invece sono partiti con il piede sbagliato, prima dando il messaggio che del debito se ne fregavano e che era arrivato il momento di distribuire ricchezze a debito, poi, di fronte alla brusca ritorsione dei creditori, appellandosi al salvagente di un presunto prestito da chiedere agli italiani.  Ora, il solo fatto che questo sbaglio di cronologia degli interventi è costato qualcosa come 40 miliardi, il popolo italiano che fesso non è si interroga sul fatto che dovrebbe indebitarsi ,o dovrebbe dare una mano, per recuperare il danno fatto da Salvini e compagni. Gli investitori tradizionali ( quel 6 per cento di titoli DI sTATO in mano ai privati) il loro contributo lo hanno già dato, vedendosi decurtare il valore del prestito del 15 per cento. Figuriamoci se questi continuano a investire o se gli altri si fanno prendere dalla voglia  di dare una mano alla patria, con questi governanti che hanno avuto la delega a far crescere il paese e la usano per far crescere i loro partiti. Non è un giudizio politico, è una questione di credibilità. Rocco Rosa