Riaprire la palestra Coni e intitolarla a Peppino Sabia, sono due cose che possono stare insieme, in un progetto di rilancio dello sport che parta dalla condivisione di quello che lo sport ha fatto per tanta gioventù potentina e di quello che persone eccezionali hanno fatto per consentire che la pratica sportiva fosse così diffusa. Ho firmato la petizione dell’ex assessore allo sport Vincenzo Salvia che ha raggiunto le duemila firme, con l’amarezza di un cittadino che è costretto a chiedere come favore cose che sarebbero un diritto di questa città, grazie ad amministrazioni poco attente ai temi del recupero, della manutenzione e della buona tenuta delle opere pubbliche e molto attente a spendere i soldi in cose estemporanee e poco funzionali. Tutte le cose pubbliche sono prive di manutenzione straordinaria e quelle sportive, dal campo Viviani , alla piscina, se la vedono malissimo. La chiusura della palestra CONI poi, che doveva nelle intenzioni di alcuni “lungimiranti” amministratori essere sostituita da quel catafalco di Palazzotto dello Sport di Avigliano Scalo, tanto costoso quanto ingestibile dal punto di vista gestionale, è diventata irreversibile, nel senso che nessuno ha pensato ad accollarsene l’onere, nonostante i vari piani di interventi straordinari che si sono susseguiti dal terremoto in poi. La stessa proprietà dell’edificio dal Coni è passata all’Agenzia del demanio e da questa dovrebbe andare al Comune per consentire la fruizione dei fondi europei per la ristrutturazione. Oggi la città chiede che si recuperi quell’edificio straordinario e quell’impianto che ha visto il cuore giovane della città pulsare e vibrare di passione. Il Sindaco de Luca prenda di petto la situazione e porti avanti questo progetto di ridare alla città un impianto e di appiccicargli davanti una targa “ Peppino Sabia, interprete magnifico dei valori dello sport”. Rocco Rosa