Arriva il libretto di sicurezza per gli impianti di energia, uno strumento semplice ma efficace che garantisce la lettura dello stato di un impianto, la corretta manutenzione e offre tutte le informazioni sulla idoneità dell’impianto. Ufficialmente lo si lega alle pale eoliche, un problema enorme che è stato più volte sollevato da queste colonne e che si sta aggravando ogni giorno con impianti che in più di una occasione hanno dimostrato carenze, fino a rotture che fortunatamente non hanno avuto conseguenze drammatiche. Le cronache hanno parlato non solo di impianti malfunzionanti ma anche pericolosi per l’incolumità pubblica per via del fissaggio con bulloni e del riuso di pale dismesse altrove. Il libretto è una sorta di carta di identità aggiornata su tutte le caratteristiche dell’impianto, da quelle strutturali a quelle che ne disciplinano il funzionamento, fino al possesso di tuttge le autorizzazioni . Una documentazione importantissima per monitorare la situazione ma anche epr risalire, in caso di incidente, alle cause ed alle responsabilità.Come si sa la stessa cosa era stata chiesta all’indomani del teremoto dell’80, ma mentgre per gli edifici pubblici si è fatto qualcosa, epr quelli privati fermo assoluto. Tornando alle pale eoliche, sarebbe importante che tra i documenti necessari richiesti ci fosse anche una polizza fideiussoria per l’abbattimento e lo smaltimento delle pale eoliche, il ripristino dei luoghi, a scadenza della concessione. Questo, onde evitare che un fallimento della società, che spesso viene pilotato a scadenza, possa lasciare alle comunità locali l’obbligo di ripstisrinare l’ambiente con i soldi dei cittadini dopo che l’amnbiente l’hanno detgurpato e sfruttato per i soldi di pochi imrpenditori con pochi scrupoli. Sapere che questa rimozione è garantita in tutti i casi previsti, ed è prepagata, è un sollievo, sia pur minimo, per i cittadini costretti a sorbirsele. In ogni caso una grande iniziativa dell’assessorato all’ambiente che ogni giorno sta mettendo a posto molte di quelle cosucce dimenticate nel tempo. Giuseppe Digilio