Mattinata di caos per gli utenti che ieri mattina erano diretti al San Carlo trovandovi la sorpresa dei parcheggi chiusi per neve. Chi conosce già le difficoltà della circolazione intorno al nosocomio potentino, interessato da due grandi lavori,  uno a monte e l’altro a valle, sa che infilarsi nel budello stretto della via che porta ai parcheggi, aggirando l’ospedale, è già una impresa nei giorni di normalità perché chi aspetta l’apertura della sbarra del parcheggio, se è in terza o qua, fila finisce con l’ostruire la circolazione creando code e soste forzate con tanto di incazzature quotidiane. Avevamo chiesto da queste colonne che, almeno davanti al parcheggio grande, quello che arriva davanti all’entrata del San Carlo, vi fosse un addetto  ad impedire che la fila degli aspiranti al parcheggio ostruisse il normale deflusso delle auto in uscita.  Oggi , con i parcheggi chiusi, le prime ore della mattinata, quelle che riguardano l’entrata degli operatori oltre che i pazienti , sono state un inferno con le auto ferme per ore e le persone impossibilitate a uscire da quell’ingorgo infernale. Ora deve essere ben chiaro che il parcheggio dato in gestione non è un espediente per far arriocchire una impresa, ma è la concessione di un servizio che va espletato sempre e comunque. Tanto più quando non si tratta di un parcheggio davanti a luoghi di divertimento ma di un parcheggio davanti ad un luogo in cui non si va per piacere ma per curarsi la salute, e dunque, sono appuntamenti non rinviabili causa maltempo e che , proprio per il maltempo, comportano sacrifici incredibili come quello di alzarsi alle cinque di mattina per arrivare da Pescopagano a Potenza lungo strade impraticabili per i rami e gli alberi crolalti sotto il peso della neve. E poi, sapendo come tutto il mondo sapeva, delle imminenti nevicate, la ditta che gestisce il parcheggio avrebbe avuto il dovere di predisporre i mezzi per liberare le aree e farle trovare utilizzabili. A meno che il contratto sottoscritto non preveda che in caso di neve , il parcheggio debba rimanere chiuso, nel qual caso l’aZienda avrebbe avuto il dovere di avvisare la popolazione e chiedere ai singoli pazienti che vengono da Lagonegro o da Terranova o dal Cilento di arrangiarsi alla meglio. Delle due l’una : o siamo di fronte ad una grave inadempieza del gestore del parcheggio, che va sanzionata, oppure siamo di fronte ad un contratto che fa acqua….anche quando nevica. Rocco Rosa

foto da ufficio stampa basilicata