ANNA MARIA SCARNATO
Che stanchezza, amici di lettura! Ascoltare in questo periodo di “ripresa miracolosa” tanto decantata da chi è al governo, mi fa sentire una italiana, una lucana che non comprende i benefici messi in atto dai provvedimenti presi per me, per voi, per l’intera comunità. Dal verduraio, nel supermercato entro con le idee chiare di ciò che devo comprare, di ciò che mi serve, guardo i prezzi e scemo dalla lista ciò di cui potrei fare a meno. Guardo il volto dispiaciuto dei pensionati mentre pagano e portano un pugno di cose nella busta, dò uno sguardo alle offerte del giorno, il “paniere calmierato” dei prezzi (quello che il governo dovrebbe controllare), penso ai grandi ortofrutta, dove gli agricoltori portano i loro prodotti, alle industrie alimentari che forniscono i beni di consumo. Rifletto sul prezzo che lievita nei passaggi di mano e arriva a noi così come un biglietto ci indica. In definitiva, dico a me stessa, la crisi dell’agricoltura è uguale a quella della categoria dei pensionati, dell’industria in sofferenza e a tanto altro, con la differenza che essi possono contestare sulle strade per attirare l’attenzione del Ministero che dovrebbe aiutarli (se non altro perché qualche grande associazione agricola ha strizzato l’occhiolino all’elezione di questi governanti e fino ad ora sembra gradire il suo operato), i cittadini comuni, i pensionati nemmeno ci provano. Testa bassa a privarsi anche del necessario. E’ su di essi che si scarica l’aumento dei prezzi, l’ultimo anello della catena. In fin dei conti se all’agricoltore va male il raccolto, se il commerciante non vende tutto come prima, se un cittadino è nell’elenco comunale dei “poveri” e ha diritto al buono spesa e lavora a nero e il Comune magari gli paga il canone di affitto, il buono libri, il buono sport ect , se lo Stato dà un tanto al mese alla famiglia che fa arrivare ”la cicogna” spesso e la sostiene fino al 18esimo anno del figlio, ci sarà sempre un politico che si prenderà il merito, che annuncerà di aver aiutato i poveri, di aver diminuito la disoccupazione, di aver abbassato l’inflazione, che sta per stanziare fondi del Ministero e della Comunità europea, tutti i giorni che Dio ha creato. Intanto i prezzi aumentano e sugli scaffali di prodotti alimentari, già nei primi giorni di gennaio. Nemmeno si è dato tempo di formulare gli auguri di un buon anno e di un buon tutto, come ormai si sente ripetere di bocca in bocca, forse copiando Albano senza “pagare i diritti d’autore”. Chi vende fa tutto da sé, anticipando i tempi, presagendo gli aumenti, fa il piacere ai consumatori di trovarli lievitati prima che si possano verificare. Colpa della guerra, l’aumento del carburante anche quando si abbassa, la “mala annata”, il clima avverso…… E allora se si è perso il potere d’acquisto, se prima con lo stipendio di due persone la famiglia poteva soddisfare le esigenze dei componenti, oggi, quello stipendio divenuto pensione, quella somma per la quale hai pagato i contributi per poterla ottenere, oggi è uguale ed esprime un potere d’acquisto forse inferiore a chi prende bonus dedicati e non paga le tasse. E per vedersi in tasca qualche soldo in più, si immagina come sarebbe bello e utile se anche le donne pensionate avessero la possibilità di procreare ancora, farsi compensare per spese e assistenza all’infanzia, per l’aiuto di una badante nel contempo, vista l’età, per le pastine per i neonati e le mamme ormai senza denti. Un attimo di fuga dalla realtà, e tutto si configura pura immaginazione e i pensieri strappano un amaro sorriso. Come irreali sono le parole……parole.….soltanto parole che sprecano i governanti per convincere che va tutto bene, per tutti. Che la Sanità sta migliorando l’offerta di servizi e prestazioni con l’assunzione di infermieri e medici, dimenticando di informare che si è concesso a qualcuno di questi ultimi di ritornare ai reparti anche se pensionati. “I riservisti di una guerra”. E l’Africa si avvicina sempre più con il deserto geofisico e umano, è a noi sempre più vicina con i nuovi bisognosi e i “colonizzatori” che parlano, parlano lingue incomprensibili. Portano benessere per gli abitanti? Io non lo vedo ancora. Solo deserto che avanza e sposta i popoli laddove pochi hanno il coraggio di fare figli. E sposta i figli di questa terra dove ci sono state più opportunità scolastiche e, dopo, maggiori possibilità di lavoro. Spero che le parole bugiarde e di propaganda si perdano nell’aria delle terre in cui si sta desertificando anche la speranza, che il vento porti via le voci che ormai stancano, che vengano dalla destra populista che sta costruendo case di sabbia e non castelli dorati o da una certa sinistra che ancora sembra non aver compreso che le divisioni fanno male al popolo. E tutti insistono a distruggere quello che è rimasto in un botta e risposta di un “conflitto” tra “maggiori” e “minori”..…”comandanti” e “oppositori”, tra chi vuole continuare a stare lì e chi spera di prenderne il posto. Mentre parole……parole……parole…….per il momento solo parole si sprecano molteplici a informare su deliberazioni importanti dell’ultimo minuto, dopo un vuoto di concretezza e attenzione, vengono somministrate al popolo come pasticche ad orario. Nel SUD “le pillole compensative” ”i contentini” portano nel foglietto illustrativo l’indicazione: — assumere “la pillola” quando vi coglie l’ansia e la rabbia per l’autonomia differenziata, conseguenza del “virus” leghista, quando i limiti del 110 non vi hanno permesso di concludere i lavori, controindicati dai “fratelli e sorelle “ d’Italia, quando la visione continua di “S.Giuliano in tv vi procura malessere, è solo un ‘overdose, quando vi indigna il pensiero di Sgarbi graziato dalla Meloni e persone anche innocenti in prigione, e quando il dimensionamento scolastico regionale vi dà l’impressione di essere stata un’operazione discriminante per il comune di Montalbano, paese del Presidente della Provincia di MT. Da verificare se il “prodotto” dà beneficio. Altrimenti si consiglia la “sospensione”.…… “Foss ù ciel”, avrebbe detto mia nonna.
