L’assunto di partenza è molto semplice. Esiste nella città di Potenza un parco pubblico, uno dei più antichi della città, molto frequentato da cittadini di ogni tipo. Per i noti motivi legati a carenza di risorse della amministrazione comunale, già da qualche tempo – almeno un paio di anni, forse più – un gruppo di cittadini riuniti sotto il nome di P.A.Z. – Potentini Armati di Zappa, sta volontariamente provvedendo alla manutenzione del verde di Parco Montereale: potature, pulizia, qualche pianta nuova quando serve. Ma i PAZ non si sono limitati a questo: con l’aiuto di progettisti del verde hanno ridisegnato una aiuola in un punto meno frequentato del parco, e hanno provveduto alla realizzazione del progetto di rinnovo: ghiaia, piante aromatiche ed officinali, scorze per evitare la ricrescita di erbacce. Il risultato è stato “Il giardino sotto i tigli”, che dopo un anno e più mantiene intatta la sua poesia e la fragranza che diffonde nell’aria.
Ieri, i PAZ l’hanno rifatto. Il nuovo progetto si chiama “Parterre”.
Hanno preso in cura due grandi aiuole – stavolta centrali – del parco. Volumezero Architecture & Landscape insieme a studenti di del master in Paesaggistica organizzato da Studiodomino, ne hanno progettato il disegno, e insieme ad altre associazioni (Amici di Montereale e Sudiodomino su tutte, e mi scuso se non conosco tutti i nomi di chi c’era) e cittadini chiamati a raccolta via Facebook, ieri, i progetti sono stati realizzati. Si è mangiato insieme, c’è stata musica dal vivo ed esposizioni di libri per bambini. Le aiuole sono state adottate da associazioni cittadine, che hanno versato una quota di partecipazione che consentisse di coprire alcuni costi. Il risultato finale è duplice: 1. una esperienza estetica nuova, per il parco cittadino e per i suoi frequentatori abituali; 2. una partecipazione collettiva su base volontaria – ad occuparsi di giardinaggio! – una chiamata a raccolta di tutti i cittadini, che è una delle poche vie d’uscita dalla crisi finanziaria e soprattutto di valori che la nostra città attraversa in questo momento, con criptofascismi (manco tanto cripto) che dilagano nell’indifferenza generale e un senso della collettività ormai smarrito da tempo.
Io sono stata lì dalle 9 alle 12, e come tutti ho spalato ghiaia, rastrellato, portato carriole e cassette di piante, potato e ripulito e raccolto foglie secche, sudato a profusione e messo alla prova la mia capacità di resistenza alla fatica e al caldo. In mezzo ad amici, anche se non conoscevo tutti. La Associazione RosaeRubrae, di cui faccio parte, ha adottato un pezzo di una delle due aiuole rigenerate. Ne ho ricavato un senso immediato di benessere, che mi induce a confermare che questa è l’unica via, per i potentini: impegnarsi in opere collettive, a costo zero per le esangui casse dell’amministrazione comunale, che restituiscano il senso del bello, del decoro, dell’ordine, del rispetto per il bene pubblico. Dell’amore per la propria città.
Non è (anche) di questo, che è fatta la civiltà?
Credits: le foto sono di Paolo Satriani e Giovanni Filiani
