Errare è umano, perseverare… No , in questo caso non è diabolico, è da persone che hanno perso il senso della realtà e che continuano a giocare anche quando le tasche si sono paurosamente svuotate e si rischia di rimanere in mutande. L’asse De Filippo, Speranza e Lacorazza, complice un debole segretario regionale del Pd, ha riprodotto, per il comune capoluogo, le circostanze che hanno portato alla debacle alle recenti elezioni regionali, e cioè partendo con la scelta di un proprio candidato e pretendendo la convergenza degli altri alleati sul nome proposto o, meglio, imposto . Che è una bravissima persona , ottimo consigliere comunale uscente ma che sta rischiando di perdere l’obiettivo che si era costruito in tutta questa consiliatura per colpa dei soliti noti. Cosa che giustamente ha fatto imbestialire parte del partito, Santarsiero in testa, e  tutti gli alleati di centrosinistra, che hanno deciso di andare in ordine sparso, con la conseguenza che se Guarente non passa al primo turno , il pallino del secondo è in mano al duo Pittella-Polese , i quali facendo una lista autonoma sono ancora una volta messi nella posizione di far pesare la bilancia da un lato e dall’altra. E sapendo chi c’è dietro la  proposta della candidatura Telesca, e cioè il grande nemico di Pittella, Vito de Filippo, è logico pensare che ci sarà un secondo tempo uguale a quello giocato alle regionali. Ci sono segnali di senescenza in alcuni esponenti politici di primo piano che danno preoccupazione. Dov’è finitA la capacità strategica di cui menavano vanto negli anni d’oro ?  Altro errore è la mortificazione del movimento civico nel post elezioni. Anziché rilanciarlo come portatore autonomo di novità anche al Comune di Potenza, lo si è costretto ad assecodare le strategie del Pd col risultato che viene meno anche un possibile protagonista della competizione cittadina, quale poteva essere Chiorazzo con una propria lista civica.. Un protagonista che è uscito vincente ma che ha dovuto incassare la scissione con il suo alleato Macchia, furioso per il mancato appoggio elettorale  dell’imprenditore Senisese alla candidata da lui messa in lista (come dimostrano i miseri venti voti da lei presi proprio a Senise),  furioso al punto da intimargli lo sfratto dalla sede elettorale messagli a suo tempo a disposizione, e deciso, a quanto dicono, questa volta a portare il suo pacchetto di voti potentini sull’altare della riconciliazione con la destra, alla faccia di tutti i titoli e gli articoli pubblicati dal foglio di sua proprietà contro quella coalizione destrorsa  colpevole di attentare alla sopravvivenza della Basilicata. Insomma non c’è più politica, ma un clima da basso impero di cui nessuno si vergogna più, un gioco ad acchiappare qualcosa , mettendo sotto valori come come coerenza, dignità, etica e morale. Di questo passo possiamo recitare il de profundis anche per l’esperienza civica targata Basilicata Casa Comune, soffocata da una logica di sopravvivenza del Pd che circuisce , seduce e digerisce  ogni spunto di novità. Si vuol puntare all’anatra zoppa al Comune di Potenza, ma continuando a ingozzarsi, sminuzzare e digerire  ci si prepara solo a servire un bel foie gras per il banchetto di festeggiamento della destra potentina.    Rocco Rosa