γSe leggiamo i risultati con l’evidenziatore rosso del centrosinistra appaiono evidenti due cose: che tutti i partiti della coalizione hanno avuto la stessa percentuale di perdita, come se fosse passato un decespugliatore a metà della siepe, e, secondo, che , per una sorta di nemesi, tutti gli oppositori di Pittella sono risultati penalizzati, a dimostrazione che la disaffezione era generale e che il popolo di centrosinistra li ha considerati tutti corresponsabili. Che ci fosse stata Lasorella al posto di Trerotola sarebbe stata la stessa cosa perchè non era la faccia del candidato Governatore in discussione ma la coalizione stessa ,distante dai cittadini e rinchiusa nelle sue logiche di potere. Dirò di più: ci fosse stato Pittella, nelle condizioni finali di legislatura, la situazione non sarebbe cambiata egualmente , perchè quello stesso popolo di centrosinistra che lo ha considerato vittima di un accanimento giudiziario e gli ha offerto solidarietà, alle urne gli ha in parte comminato una penalizzazione al momento che non si entra con undicimila preferenze e si esce con ottomila e passa dopo cinque anni di legislatura. Ha perso meno degli altri, o, se vogliamo, ha dimostrato, anche nella sconfitta, di essere il più forte in assoluto. In politica però le urne rappresentano una pagella che non è interpretabile più di tanto, per cui oggi c’è una situazione nella quale la squadra del… calcetto a cinque, è chiamata a fare la sua partita. Con quale maglia? Quella delle logiche interne ad un partito ( 4 giocatori su cinque sono del Pd, più un portiere senza maglia ma con buona capacità di parare ) , oppure quella di una coalizione che vuole ritrovare una sua ripartenza e una sua rappresentatività. E, alla luce di questa pagella, è pensabile che la coalizione regga la sfida che si avvicina delle amministrative nel capoluogo di regione, o dobbiamo assistere allo spettacolo di nuove lacerazioni. Il quesito è questo: c’è una strategia del neo segretario Zingaretti che parla di un partito coinvolgente e plurale e di una coalizione fatta di diverse sensibilità. Questa tipo di coalizione ha dimostrato di reggere l’urto del ventaccio qualunquistico in Abruzzo, in Sardegna e, sopratutto, in Basilicata. Si vuole ripartire da qui, mettendo da parte il passato e facendo tutti tesoro dell’esperienza fatta, oppure si vuole continuare sulla stessa strada della delegittimazione reciproca e della lotta ad oltranza? Centomila elettori attendono una risposta per capire se c’è un nuovo inizio o se debbono starsene a casa. Rocco Rosa