Modifiche alla Costituzione Italiana ci sono state sempre, se ad oggi si contano 16 leggi costituzionali approvate. Compresa la riforma del titolo V che attuava una ampia delega legislativa alle Regioni su materie fondamentali come l’ambiente, il territorio, la sanità. Chi parla della più bella Costituzione del Mondo può solo riferirsi alla prima parte, perché, essa sì, è impregnata di valori, di principii, di diritti inalienabili, che valevano, e varranno. E quella non si tocca. La seconda parte gli stessi Costituenti avevano previsto che potesse aggiornarsi, al punto che la prima Bicamerale presieduta proprio da Ciriaca De Mita (1983) aveva previsto, dopo ben 50 sedute, la revisione di 44 articoli della Carta Costituzionale dico quarantaquattro).
Il fatto è che allora c’era un rispetto per il meccanismo di riforma costituzionale e tutti cercavano obbligatoriamente quella maggioranza qualificata che serviva per omaggiare la Carta fondante della Repubblica italiana. Ma nel 2001 , ad opera di tantissimi che oggi sostengono il No, la riforma del Titolo V inaugurò il ricorso alla maggioranza semplice, un vero e proprio schiaffo ai Costituenti.
Nel merito questa riforma è succube di tante mediazioni politiche e della fretta del Premier di arrivare comunque in porto. Bastava ridurre di un terzo la composizione delle due Camere per avere un risparmio maggiore . Ma che ci sia una Camera sola che dia la fiducia al Governo e una Camera che rappresenti i territori, mi sembra che sia una condizione esistente in larga parte d’Europa. E non è vero che i Senatori saranno nominati , perché eletti ; e non è vero che andranno tutti quelli che anelano all’immunità parlamentare, perché questa non riguarda i fatti accaduti prima, quando erano consiglieri regionali. Poi, se proprio si vuole essere seri, l’immunità parlamentare dovrebbe riguardare solo i reati di opinione e quindi se si pone il tema di toglierla a chi ruba o delinque a livello regionale non vedo perché non si debba toglierla a chi ruba o delinque su scala nazionale. Del resto ci sono state decisioni del parlamento che di fronte ad alcuni casi hanno E negli ultimi tempi, alcune richieste di arresto hanno avuto l’ok della camera o del Senato.
Altro punto è la strenua difesa delle competenze regionali. In alcuni settori è giusto che sia così, come è giusto che le Regioni debbano ess
E non penso che sia sbagliato tornare all’accentramento di alcune competenze. Da quando non si fanno più concorsi nazionale, la burocrazia è scesa di livello, chissà perchè. Così come, e non è il caso del
E poi perchè i cittadini lucani debbono fruire di certi servizi sanitari e quelli laziali no? Ci rendiamo conto di quanto sia più angosciante ammalarsi in Calabria anzichè in Lombardia? E che cosa si limiterebbe a fare il Governo: a dare indirizzi generali in queste materie, non certo a ripigliarsi tutte le competenze.
Troppo potere nella mani del Governo? Non certo riguardo alla elezione del Capo dello Stato il quale, da un meccanismo elettorale che prevede una maggioranza qualificata, ne esce rafforzato nella sua funzione di rappresentante di tutti. E neanche ad un Parlamento succube del Capo , se si cambia,, la legge elettorale in maniera tale che sia una coalizione a governare e non l’uomo più forte del partito più forte e che i parlamentari vengano eletti in gran parte con la preferenza. E su questo secondo punto non solo si pronuncerà la Consulta, ma ci sono già proposte di legge sulle quali se tutti i parlamentari che oggi temono il governo forte si ripiegassero a lavorare, saremmo sicuri di avere una legge che porta democrazia.. L’introduzione del referendum propositivo è un atto che va nella direzione di dare più poteri ai cittadini: Ma il potere più grande è di eleggere i propri rappresentanti senza imposizioni dall’alto. Allora è alle legge elettorale che bisogna guardare con attenzione e rigore, ed è forse su quella che, se rimane com’è , e se la Consulta non interviene nel frattempo, bisogna ricorrere al referendum. E io sarò il primo a farlo.
Il problema dunque di riformare sia lo Stato che le Regioni c’è, ed è un problema che bisogna affrontare prima che un esame obiettivo della situazione porti ad andare, questo o un altro Governo, per le spicce, e a programmare una forma inedita di organizzazione del territorio, vedi Macroregioni. Una sperimentazione aperta di questa riforma proposta da Renzi ,potrebbe suggerire le modifiche più opportune, e non diventa scandaloso se tra un anno o due andiamo ad
Paradossalmente, se ci fosse stata una situazione politica, meno caotica si sarebbe potuti entrare meglio nelle questioni costituzionali e legislative, andando ad indicare già forse le modifiche da apportare successivamente con una norma specifica Il fatto è che la riforma costituzionale è un pallone che Renzi ha offerto ai suoi avversari, esterni ed interni, di tutte le latitudini e longitudini, un assist che ha fatto da collante a persone che la pensano diversamente, che hanno strategie diverse e che il giorno dopo il quattro dicembre torneranno a prendersi a pesci in faccia. Senza nulla proporre, se non la propria sopravvivenza politica.
Ultima considerazione è che la vittoria di un Governo che in due anni ha rimesso i fondamentali dell’economia in zona positiva, sia pure con numeri bassi, acquisirebbe una credibilità internazionale notevole, giacchè proprio il Paese visto dai partner europei il più claudicante, il più ribelle, il più ingovernabile è invece capace di dare risposte forti e mostrare comportamenti saggi. Io voto per SI per queste ragioni e perchè non mi piace tornare indietro e trovare dietro l’angolo un altro Monti che mi dice di ricominciare. Sono anziano, penso ai figli ed ai nipoti. E so per esperienza che è facile sfasciare…..
