PERCORSI D’ARTE SACRA: CASTELLUCCIO SUP.

IOLANDA CARELLA E SALVATORE SEBASTE

CASTELLUCCIO SUP.

 

Con Castelluccio Inferiore formò terra unica fino al XVI secolo. La distinzione sotto il nome di Castello Superiore e Castello Inferiore si trova la prima volta nella numerazione del 1648 (Giustin. Diz. geogr. ad. v.), ma la separazione perfetta dell’un paese dall’altro fu compiuta nel 1813.

Incerte sono le notizie circa le sue origini: secondo alcuni storici Castelluccio Superiore sarebbe sorto nel luogo in cui sorgeva l’antichissima Tebe Lucana costruita dagli Osci e distrutta più volte nel corso degli anni; secondo il Racioppi sarebbe sorta sulle rovine della città di Nerulum.

Nella contrada di Piano Campanella sono stati ritrovati alcuni resti archeologici e nella zona di Sant’Evraso, durante i lavori per la costruzione del metanodotto, è stato scoperto un insediamento del IV-III secolo a.C.

Castelluccio Superiore fu feudo dei Sanseverino, dei Palmieri, dei Ciciniello e dei Pescara di Diano. Nel 1799 fu testimone del fallito attacco delle truppe della Repubblica Partenopea contro i borbonici, che si rifugiarono dentro le mura cittadine, imprendibili per le asperità orografiche del sito.

In Via V. Emanuele è ubicata (fig. 1) la Chiesa Madre di Santa Margherita Vergine e Madre, protettrice del paese. Fu costruita a fine Cinquecento ed eretta a parrocchia nel 1718. L’interno è a due navate. L’altare maggiore è in pietra locale policroma del XVII secolo. Nell’abside si trova il coro ligneo intagliato realizzato nel 1718 e, in una nicchia, la statua lignea di Santa Margherita. La chiesa custodisce gelosamente il dipinto su tavola l’Eterno Padre di Antonio Stabile del 1580.

Si notano le tele ad olio raffiguranti (fig. 2) Santa Filomena e (fig. 3) la Madonna del Carmine con San Biagio, San Francesco e anime del Purgatorio (entrambe del sec. XVIII).

Quest’ultima composizione si mostra compatta con nuova espressionistica sensibilità per la luce: n’esce una pittura meditata e solenne, che ben riflette sensibilità per il colore e il chiaroscuro.

3 MADONNA DEL ROSARIODa notare ancora le tele dipinte ad olio: l’Immacolata e la Madonna con Santa Caterina (4) e Santa Margherita e (fig. 5) la statua lignea della Madonna del Soccorso. Questo gruppo scultoreo del XVIII secolo, che raffigura una Madonna in atteggiamento violento contro il demonio, rivela raffinato senso decorativo e sorprendente perizia tecnica dell’artista.

4 MADONNA CON S. CATERINA

 

 

                     5 MADONNA DEL SOCCORSO

 

 

Spettacolare è  l’affresco Decapitazione di Giovanni Battista del XVIII secolo.


6 PALIOTTO INTARSIATO

In sacrestia è custodito un paliotto intarsiato del Seicento, abbellito (fig. 7) da motivi floreali, trattati con libertà di linee, di colori e con caratteri stilistici personali che danno eleganza ed espressività all’insieme.

In Piazza Plebiscito domina (fig. 7) una bella Fontana in pietra a tre cannelle, del 1785. La costruzione, impostata su un basamento che funge da vasca per l’acqua, suggerisce una visione lievemente dal sotto in su, ove si notano tre arcate a tutto sesto divise da lesene che alleggeriscono la massa e la rendono vibrante e delicata. Vicino alla fontana si può ammirare un palazzo gentilizio, fornito (fig. 8) di un bel Portale in pietra locale: elegante nelle linee e nelle varie forme, evidenzia la bravura degli artigiani locali che una volta tanto operavano nel paese.

PORTALE

Sotto la piazza c’è un gran lavatoio settecentesco e nella parte alta del paese si nota il piccolo campanile a vela con orologio del XIX secolo.

Nel centro storico  la Chiesa della Madonna di Loreto (1522), ubicata nella via omonima con  la statua lignea della Madonna di Loreto (1522),  Il campanile, caratteristico per le dimensioni e per le soluzioni decorative: mensolette, tegole a forma di squame, tegole intrecciate, sarà anch’esso rifatto nella sua antica bellezza.

Ci sono anche cappelle rupestri, tra le quali: l’Eterno Padre, in località Petruzzolo, Sant’Antuono, in contrada Petalonga (Pietra lunga) e San Sebastiano (fig. 11) che contiene (fig. 12) un affresco restaurato nel 1766 Salus infirmorum con San Sebastiano (?) e San Fabiano. Si nota in quest’opera il colore sapientemente graduato con sensibili passaggi di luce ed ombra al fine di modellare le forme.

S. SEBASTIANO.

Sul monte Zaccana, si trova il Santuario della Madonna del Soccorso. Sorta come chiesa rupestre nel 1530 dopo l’apparizione della Madonna ad una pastorella, fu ampliata nella metà del Seicento e fu aggiunto il porticato nel 1972. Conserva per quattro mesi l’anno, maggio – settembre, la statua lignea Madonna del perpetuo soccorso che rimane poi per il resto dell’anno nella chiesa madre.

A pochi chilometri dal centro abitato sorge  la Chiesa della Madonna di Costantinopoli, sorta nel XVI-XVII secolo come chiesa rupestre. Nella parte ampliata, sull’altare, si nota ) la tela ad olio della Madonna delle Grazie, in cui emerge il segno vigoroso, il colore smagliante, la sorprendente libertà creativa delle forme. Al lato c’è  la scultura lignea della Madonna di Costantinopoli priva del Bambino e degli Angeli, perché rubati. Della primitiva cappella scavata nella roccia rimangono  tracce d’affresco, in cattivo stato di conservazione.

Nel centro storico, ricco d’affascinanti vicoli ) e stradine si trova la prima chiesa di Castelluccio Superiore la Madonna delle Grazie, annessa al Castello. Ora è chiamata Chiesa di San Leonardo, perché contiene un olio su tela e un affresco di San Leonardo.

Va ricordata la chiesa terremotata della Madonna del Carmine del XVIII secolo, costruita dal clero castelluccese, ora in attesa di restauro.

 

Bibliografia

  • Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
  • Lorenzo Predone, La Basilicata, Bari, Dedalo Litostampa, 1964.
  • Anna Grelle Iusco, Arte in Basilicata, Roma, De Luca Editore, 1981.
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