IOLANDA CARELLA E SALVATORE SEBASTE
Trecchina
Dal latino Trichinus, luogo densamente intricato di pruni, sterpi e fratte, secondo Giacomo Racioppi.
Pare che le sue origini risalgano al 317 a.C. quando una guarnigione romana, impegnata nella conquista della città di Nerulum, si stabilì sul territorio in cui sorge il paese. Il piccolo centro fu fortificato dai Longobardi e, all’inizio del X secolo, ospitò una comunità basiliana. Distrutto completamente dai Saraceni, alla fine del X secolo, fu ricostruito in epoca normanno-sveva ed inserito nella contea di Ruggero di Lauria.
Fu feudo di diversi signori, che la vincevano o la perdevano al gioco: dei Sanseverino, dei Cecinelli, dei Palmieri, dei Pescara, dei Di Stefano, dei Vitale ed infine di Vargas Macciucca.
Il paese subì gravi danni nei disastrosi terremoti del 1783 e del 1854. Nel Settecento l’antico borgo s’ingrandì e si formò l’attuale Piazza del Popolo ove è situata – una Croce
Nel Municipio, nella stanza del sindaco, si nota l
In Piazza dei Cavalieri si possono ammirare i portali, realizzati in pietra da scalpellini locali alla fine dell’Ottocento, come quelli del Palazzo Iannini e del
Il centro storico, caratterizzato dall’antico borgo del Castello, è formato da spettacolari intricate viuzze e scorci medioevali. Del Palazzo baronale ), fatto costruire dal barone Palmieri di Latronico nel XVI sec., rimangono solo una torre merlata e resti di mura.
Nella parte più alta, a poca distanza dall’abitato, sorge il Santuario della Madonna del Soccorso costruito nel sec. IX e rifatto nel 1926. L’interno conserva un bassorilievo (sec. XVII) della Madonna del Soccorso.
Più in basso è ubicata la Cappella della Forraina, edificata il 1932, che conserva il bassorilievo della Madonna del Soccorso (1550), proveniente dal santuario omonimo.
L’antica Parrocchia di San Michele Arcangelo del sec. XVI custodisce statue del Seicento e del Settecento, come San Michele e San Giovanni Battista.
L’attuale centro abitato, sviluppatosi nella seconda metà dell’Ottocento quando la popolazione si trasferì per le frane e i terremoti nella parte pianeggiante abbandonando la zona alta del castello, è strutturato per impianto urbanistico architettonico diversamente dall’antico nucleo abitativo, ma entrambi appaiono armonicamente complementari.
Nel Viale Jequié si notano bei palazzi, in stile tardo liberty, voluti dagli emigrati in Brasile
A Piazza del Popolo spicca la Chiesa Parrocchiale di San Michele, edificata tra il 1841 e il 1847, ma solo all’inizio del sec. XX fu costruito il campanile. È formata da un’ampia navata con presbiterio e controsoffitti riccamente decorati che nascondono la copertura a capriate.
L’interno ) è ad una navata con gli altari di marmo policromo. Il soffitto dell’abside e tutte le pareti sono affrescati con figure di Profeti, Madonne, Angeli e Santi da Mariano Lanziani (sec. XX).
Sul lato destro si notano in nicchie: le tele dipinte ad olio Santa Filomena, Santa Teresa d’Avila, Santa Lucia (1916) di Mariano Lanziani, Madonna Addolorata restaurata a fine Ottocento da Cascini, Trinità e Immacolata del sec. XVIII e la settecentesca statua lignea policroma raffigurante l’Immacolata. In quest’opera, perfettamente riuscita, l’artista non solo rappresenta l’immagine tradizionale dell’Immacolata, ma inserisce nella modellazione della superficie il chiaroscuro delle pieghe, la luce piena nello spazio aperto, affidando il tutto alla vivacità dei colori.
Nel presbiterio sono da ammirare il gruppo scultoreo, in legno policromo, della Madonna del Soccorso, realizzato a fine Settecento in cui si nota una massima compattezza plastica dovuta alla luce e al c
Sulla parete sinistra vi sono le tele ad olio: Madonna del Soccorso eseguita (1886) dal pittore napoletano Carlo Scognamiglio, il quale realizza non una forma universale del creato, ma il luogo della vita di un’esperienza concreta, Madonna del Carmine con Angeli, San Biagio e Sant’Emidio di Giulio Liguori di Rivello dipinta a metà Ottocento, Purgatorio (1910) di Vincenzo Labella di Napoli. C’è anche la settecentesca statua lignea policroma della Madonna Assunta.
Il portale, in legno di castagno, intagliato a cassettoni, i quattordici pannelli della Via Crucis e la pala d’altare la Cena di Emmaus, sono opere realizzate nel sec. XX dal pittore Emilio Larocca, che vive ed opera a Trecchina.
In sacrestia si può ammirare) un Crocifisso ligneo dell’Ottocento.
Bibliografia
- Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
- Armenti, G. Mensitiere, Trecchina, Lagonegro, Grafiche Zaccara, 1998.
- Enzo Capitolino, Nel golfo di Policastro c’è…, Firenze, Grafiche Nidiaci.
