Secondo questa impostazione renziana, Berlusconi dovrebbe fare lo stesso gioco, in modo da far intravedere un polo moderato che oggi non c’è, mentre la sinistra , se intende entrare in partita, deve portare i numeri. E cioè , su quelli che se ne erano andati anni fa e su quelli che se ne sono andati mesi fa, c’è l’onere della prova di una sinistra che abbia ancora appeal elettorale: e per farlo dovrebbe risolvere in proprio tutti i temi che hanno eroso e deteriorato il pd in questi anni: la rottamazione del vecchio, la ricerca di una unità, la messa in campo di un progetto che più che convincere lo zoccolo duro riesca a penetrare nella società giovanile, ridando quella funzione trainante ad un movimento che dovrebbe rappresentare il non lavoro, il lavoro sottopagato, le disuguaglianze e, …appunto, il diritto di avere diritti. Il tutto è compendiato qui a fianco ,brillantemente, nell’articolo di Marco Di Geronimo, nel quale si sottolinea l’esigenza di guardare avanti, al di là del PD. Una sola domanda: ma questo tentativo di Pisapia e Bersani di riprendersi la titolarità del Centrosinistra ipotizzando un nuovo soggetto che metta insieme tutti quelli che ci stanno , tra cattolici, moderati, ambientalisti e progressisti sarà capace di fare uscire una immagine nitida di una forza riformista e progressista che si riponga a fianco dei più deboli??. O non finirà con l’esprimere l’immagine di un battello di sopravvissuti alle prese con l’ultima disperata avventura? Da soli è meglio , sono in molti a dirlo.
Può non piacere, e a me non piace, ma i fatti ,secondo me, sono messi proprio così: niente divorzi o separazioni o trattative di riappacificazione: lasciamo le cose come sono e poi vediamo da che parte sta la ragione.. Alla fine ci conteremo. Questo significa due cose: a) che un accordo sulla legge elettorale che preveda le coalizioni non ci sarà; b) che non ci sarà proprio per avere, da parte di Renzi, libere le due visuali del post elezione, a destra con Berlusconi o a sinistra, finalmente o purtroppo …insieme. Che in cuor suo, di Renzi cioè, ci sia una preferenza, questo lo abbiamo capito e toccherà ai suoi competitor dimostrare che si è messo sulla linea sbagliata.
Questo è lo scenario che si sta preparando. Ognuno è chiamato a fare i compiti a casa. E non sarebbe male se anzichè scannarsi sulle piazze, si potesse far amergere una ricchezza ed una diversità di contenuti che metterebbe la gente in grado di capire come l’abbandono del Centrosinistra sia un pericoloso azzardo politico. Giuseppe Digilio
