Il consigliere M5s ha presentato un’interrogazione per conoscere il contenuto della relazione prodotta da Arpab e per sapere quali azioni intende prendere la Regione nei confronti di Total
“Nel complesso panorama quotidiano fortemente influenzato dalla pandemia non intendiamo certo far passare in secondo piano le anomalie rilevate presso l’impianto Total a Corleto Perticara (PZ). Molto grave quanto si è verificato nei giorni 14, 15 e 17 gennaio quando sono state segnalate le ormai solite fiammate”. Lo rileva il consigliere Gianni Perrino (M5s) che aggiunge: “Questa volta, foto e video sono giunti direttamente sul telefono del direttore di Arpab, Antonio Tisci. ‘Nel primo caso – ha spiegato Tisci – si è trattato di un evento torcia, dovuto alla messa in funzione di una caldaia che Total ha riferito come prova’. Il 15, il guasto sarebbe stato provocato da un aerorefrigeratore, ‘ma Total – ha precisato Tisci – non ha dato informazioni su cosa lo ha provocato’.
“Parole – prosegue l’esponente M5s – che descrivono un episodio di una gravità inaudita e che dimostrano l’assoluta prepotenza della Total nonché lo sprezzo per il territorio e i cittadini di Corleto. Ora sarebbe tutto in mano all’assessore Rosa che, stando a quanto dichiarato da Tisci, avrebbe avuto una relazione dettagliata sulle anomalie registrate. Sarebbe cosa buona e giusta se questa relazione venisse immediatamente divulgata al pubblico per avere contezza dell’accaduto. Abbiamo, per questo, depositato un’interrogazione per conoscere il contenuto della relazione prodotta da Arpab e per sapere quali azioni intende prendere la Regione nei confronti di Total”.
“Lo stiamo dicendo da svariati mesi che serve un vero e proprio sistema di sanzioni da attivare in caso di sforamenti dei limiti emissivi. Come M5s – conclude Perrino – abbiamo messo sul tavolo la nostra proposta di legge per introdurre limiti alle emissioni di idrocarburi non metanici (NMHC) e idrogeno solforato (H2S) nelle zone interessate dalle estrazioni petrolifere. È una discussione che non può essere più posticipata: i colossi del petrolio non possono continuare a sforare i limiti rimanendo impuniti. Lo dobbiamo ai cittadini che sono costretti a convivere con queste attività”.
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