by ROCCO ROSA

Da tempo si mormorava negli ambienti giudiziari che si stava preparando qualcosa di grosso, ma i provvedimenti emessi oggi sorprendono  per  la loro severità, soprattutto riguardo al sequestro degli impianti di Tecnoparco e di parte degli impianti del Centro Oli di Viggiano. Mettere i sigilli, sia pure parzialmente, ad una impianto dell’Eni  ha del clamoroso e fa il paio solo con quello che è stato fatto con l’Ilva di Taranto, cioè si incomincia a toccare l’intoccabile e a mettere l’esigenza della verità davanti a tutto ed a tutti.  Emerge da un lato una filiera tecnica che, con diversi gradi di responsabilità, ha caldeggiato , praticato o consentito lo smaltimento illecito dei fanghi, dall’altro un sottobosco istituzionale fatto di personaggi trovatisi a vivere qualcosa di più grande di loro e che non avrebbero, se le accuse verranno provate, esitato ad approfittarne. Ma emerge soprattutto l’incongruenza tra la severità applicata negli anni scorsi a quanti si permettevano di denunciare situazioni di illegittimità proprio riguardo alla vigilanza sull’attività delle compagnie petrolifere e la plateale presa d’atto che sì quelle stesse denunce forse erano mal poste, ma certamente non infondate. E che siano passati tanti anni non fa che  aumentare il senso di disagio di una popolazione che ha vissuto male questi anni proprio perché avvertiva la sensazione che qualcuno giocasse sull’impunità, mostrando arroganza, menefreghismo, testardaggine nel succhiare fino in fondo i succhi dei pozzi. Oggi si dice pubblicamente che la festa è finita e che da ora non si può che rigare dritti. Lo dice la magistratura, ma a breve dovrà dirlo anche la politica, mettendo sotto esame le relazioni tra Istituzioni e compagnie , stringendo i bulloni allentati, e soprattutto facendo funzionare la rete dei controlli in maniera assolutamente intransigente , oggettiva e trasparente. A noi questo interessa: che la produzione petrolifera sia fatta  sotto il controllo microscopico, occhiuto, antagonista se è il caso, delle Istituzioni  e che tutto quanto c’è da fare per preservare da rischi la popolazione e l’ambiente venga fatto dalla a alla z. Tutto il resto, il compagno della Ministra, il sindaco, il chicchessia  se pure fanno i titoli dei giornali non fanno la buona storia di questa regione e devono essere archiviati  come il peggiore dei fenomeni  che  la classe politica di questi quindici anni ha prodotto.a noi questo interessa: una sana irruente onda di acqua e sapone, per riprednere la questione petrolifera dal verso giusto che è quello delle imprese che fanno le imprese e delle Istituzioni che fanno le pulci alle imprese, nulla togliendo e nulla concedendo.